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Le due società accusate da uno degli ungheresi arrestati

Calcioscommesse, si indaga su Lazio e Lecce

Arrestato anche Matteo Gritti, portiere dell'Albino Leffe

Calcioscommesse, si indaga su Lazio e Lecce
28/05/2012, 12:05

Spuntano fuori sempre più indiscrezioni sul filone odierno del calcioscommesse, In occasione di Lecce-Lazio i giocatori delle squadre, fra cui Stefano Mauri, sarebbero stati corrotti con 600 mila euro. Ad affermarlo è il procuratore di Cremona Roberto Di Martino sottolineando che quella partita fruttò all'organizzazione un guadagno di 2 milioni. Alla domanda se le due società Lazio e Lecce sono coinvolte nella nuova inchiesta sul calcio scommesse, il pm alla conferenza stampa non fa una piega: "Non posso escludere nulla". Allo stato c'é la dichiarazione di uno degli ungheresi arrestati secondo il quale sarebbero coinvolti i due club.

Intanto si aggrava il ruolo dell'ex portiere dell'Albinoleffe Matteo Gritti, arrestato dalla polizia a San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno), dove era in vacanza, nell'ambito dell'inchiesta New Last Bet sul calcioscommesse riguarda in particolare "l'apporto illecito fornito alla sistematica e stabile partecipazione alle dinamiche dell'organizzazione nonché per la fattuale e convinta adesione al programma criminale". A Gritti il gip di Cremona contesta di essere "un compartecipe all'associazione a delinquere, facendo da tramite con un gruppo di slavi, meglio denominati 'zingari', al fine di esportare dalla Svizzera all'Italia il fenomeno della manipolazione delle partite". Attualmente il giocatore è in forza alla squadra svizzera del Bellinzona. I fatti che gli sono contestati risalgo al 2009. In particolare - secondo l'accusa - gli Svizzeri proponevano l'opportunità di combinare, mediante un compenso in contanti anticipato, partite del campionato di serie B e di serie C nonché di favorire "l'acquisto da parte dei predetti di alcune squadre appartenenti ai campionati citati al fine di alterarne i risultati, così consentendo al Gritti la manipolazione di numerose partite dell'Albinoleffe".

In veneto invece l'arresto del giocatore del Padova Omar Milanetto e la notifica dell'avviso di garanzia ad altre cinque persone, tra giocatori ed ex hanno impegnato la squadra mobile di Venezia su delega della procura di Cremona e coordinata dallo Sco di Roma. Stamani gli agenti lagunari hanno notificato il provvedimento restrittivo a Milanetto a Torino dove era giunto sabato scorso dopo l'ultima partita. Il giocatore aveva lasciato Padova ed è stato seguito fino al capoluogo piemontese dove aveva raggiunto la sua famiglia. L'accusa è di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva e alla truffa sportiva. Contemporaneamente sono scattate altre 4 perquisizioni e la notifica degli avvisi di garanzia. Le perquisizioni hanno riguardato un altro giocatore del Padova, Vincenzo Italiano, raggiunto nella sua casa nella città euganea; poi a Verona il giocatore del Chievo Sergio Pellissier, con il sequestro, tra l'altro, di quattro tra computer e tablet, e il brasiliano Luciano Siquera De Oliveira, anch'egli in forza al Chievo. Gli avvisi hanno riguardato anche i fratelli Federico e Michele Cossato, che hanno giocato nelle due società sportive scaligere ma da tempo non più in attività professionistica. Da un anno la squadra mobile lagunare stava svolgendo indagini, su delega della procura di Cremona, con intercettazioni, osservazioni e pedinamenti degli indagati annotando, tra l'altro, le giocate che facevano online nelle ricevitorie autorizzate a scommettere.

"Sarà impossibile che si possa andare avanti all'infinito con questa inchiesta, perché il mio ufficio non è in grado di farlo". Il procuratore della Repubblica di Cremona, Roberto Di Martino, nel corso della conferenza stampa delle 11:00 in procura a Cremona, sugli sviluppi dell'inchiesta Last Bet, ha così risposto alle domande dei giornalisti. "Se si volesse si potrebbe andare avanti in eterno - ha detto Di Martino - ma il personale è pochissimo e ne approfitto per ringraziarlo"

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di Fabio Iacolare
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