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Pirani sotto torchio per oltre sei ore

Calcioscommesse, trema mezza serie A, truccate 30 partite


Calcioscommesse, trema mezza serie A, truccate 30 partite
07/06/2011, 19:06

ROMA - E' il giorno della verità per Marco Pirani, il dentista arrestato nell'ambito dell' inchiesta sulle presunte partite truccate. Oggi dal gip Guido Salvini sentiti anche il commercialista Manlio Bruni, nel cui studio si tenevano le riunioni degli scommettitori "Bolognesi", tra cui Beppe Signori e l'ex calciatore Mauro Bressan, entrambi agli arresti domiciliari. Il presidente del Coni Gianni Petrucci: rafforzare gli anticorpi per colpire le cellule malate, unire le forze per debellare questa piaga.Intanto da circa 6 ore Pirani risponde ai Pm. Il dentista Marco Pirani dopo oltre  6 ore di fronte al procuratore capo della Repubblica, Roberto Di Martino, ha lasciato scortato dagli agenti il luogo dell'interrogatorio. Ha risposto alle domande che il magistrato gli ha posto riguardo il suo coinvolgimento nell'inchiesta sulle partite truccate che lo ha portato in carcere. Molti gli aspetti da chiarire tra i quali il presunto coinvolgimento di squadre di Serie A in combine che riguardano tre partite. Pirani era giunto negli uffici della Procura di Cremona intorno a mezzogiorno con il suo legale Alessandro Scaloni. Si è parlato di 30 partite combinate, 18 già note alle cronache, mentre ce ne sarebbero una vecchia di serie A e due di serie B. Un nuovo fascicolo intanto sarà aperto dalla Procura di Napoli sull'incontro di calcio Napoli-Parma dell'aprile 2010, sulla base di elementi investigativi raccolti negli ultimi giorni, e in particolare sulla fotografia in cui Antonio Lo Russo, esponente dell'omonimo clan camorristico del quartiere Miano, compare a bordo campo durante la gara. E' verosimile che la Procura disponga accertamenti sull'immagine, scattata dal fotografo dell'Ansa Ciro Fusco: la delega ai carabinieri del gruppo di Castello di Cisterna potrebbe arrivare nei prossimi giorni. Il precedente fascicolo, aperto dal pm Luigi Alberto Cannavale sulla base delle dichiarazioni del boss pentito Salvatore Lo Russo, zio di Antonio, era stato invece inviato nel luglio dello scorso anno alla Procura della Federcalcio, perché non erano emersi elementi sufficienti a sostenere accuse penali. "Mandateci gli atti per consentirci di accelerare sul versante sportivo dell'inchiesta". E' questo il senso di una telefonata che il capo della procura della Figc, Stefano Palazzi, ha fatto di nuovo (dopo quella susseguente allo scoppio dello scandalo) poco fa al pubblico ministero di Cremona, Roberto Di Martino. La risposta del magistrato è stata collaborativa: ha infatti preannunciato l'arrivo delle prime carte entro fine settimana. E' escluso quindi, si fa presente in ambienti federali, l'arrivo di parte della documentazione per oggi, come invece era dato per quasi certo.Petrucci poi non risparmia nessuno. "Anticorpi per colpire cellule malate" - tuona con forza. La "piaga" del calcioscommesse può essere debellata unendo le forze. Il presidente del Coni, Gianni Petrucci, ha ribadito davanti al Consiglio nazionale la sua "indignazione per come viene infangato il mondo del calcio da persone che di questo mondo fanno parte, anche ricevendone molto". Lo scandalo che sta facendo tremare il mondo del pallone è stato oggetto dell'intervento del capo dello sport: "il calcio é un fenomeno di grande rilevanza sociale e non merita di essere offeso in questo modo. In un organismo possono esserci cellule nocive e per combatterle è necessaria una terapia di prevenzione e di contrasto, rafforzando gli anticorpi e colpendo le cellule malate". Petrucci ha ricordato di aver mandato una lettera ai ministri Tremonti, Alfano, Maroni e al sottosegretario Crimi chiedendo un incontro per affrontare il problema e combattere il fenomeno. "Le sole iniziative delle autorità sportive - ha sottolineato I'll presidente del coni - non possono bastare. E' in gioco la credibilitàdello sport. Giustizia sportiva e giustizia statale hanno regole e tempi diversi, ma unendo le forze possono debellare questa piaga".

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di Valerio Esca
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