Cronaca / Sesso

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L’ ‘azienda’ era ramificata in varie città della Penisola

Call center della prostituzione cinese, 11 arresti


Call center della prostituzione cinese, 11 arresti
01/04/2010, 15:04

NAPOLI – “Fiume d’amore”, questo lo slogan che veniva utilizzato per adescare i clienti, i quali potevano contare su un servizio d’eccezione: un call center che ordinava le prenotazioni e selezionava le ragazze per tipologia di clienti. Riusciva a fruttare oltre 1000 euro al giorno l’ “impresa della prostituzione cinese”, con ramificazioni in tutta Italia, smantellata dagli agenti della Squadra Mobile di Roma, che hanno stretto le manette ai polsi di 11 persone, tutte di nazionalità cinese.
L’organizzazione gestiva i propri affari in 25 appartamenti del Paese. I malviventi contattavano agenzie immobiliari utilizzando l’identità fantasma di Guan Whenzu, al quale venivano poi intestati gli appartamenti, di cui 11 a Roma, tutti sequestrati. In ogni abitazione due o tre prostitute accoglievano i clienti.
A fissare gli appuntamenti era un apposito call center che selezionava le prostitute piu' belle per i clienti cinesi facoltosi e le altre per quelli italiani, tutte a un costo di 50-70 euro a prestazione. La metà della cifra era per le ragazze, donne clandestine ''assoldate'' direttamente in Cina. In un giorno si arrivava a guadagnare circa 1.000 euro. L'organizzazione agiva come una vera holding, curava il settore pubblicitario con annunci su quotidiani e lo slogan ''Fiume d'amore!'' sui volantini distribuiti in alcuni ristoranti cinesi e scritto in mandarino sui citofoni degli appartamenti delle prostitute, dislocati in varie città italiane come Salerno, Modena, Milano, Treviso, Napoli e Roma.
Il denaro ricavato veniva poi inviato direttamente in Cina, tramite il sistema del money transfert. Per questo motivo gli investigatori, che hanno avviato le indagini circa un anno fa, stanno cercando di capire se l’organizzazione avesse dei collegamenti anche con ambienti della criminalità organizzata cinese.

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di Nico Falco
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