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I soldi di Giovanni Fava (Lega) dati a Claudio Fava (Sel)

Camera: errore di omonimia, lo stipendio dato al parlamentare sbagliato


Camera: errore di omonimia, lo stipendio dato al parlamentare sbagliato
03/07/2013, 14:03

ROMA - Non capita tutti i giorni di vedersi accreditato doppio stipendio; soprattutto quando lo stipendio è quello di un parlamentare. E' quello che è successo a Claudio Giovanni Fava, uno dei dirigenti di Sel, che si è visto accreditare sul suo conto corrente sia il proprio stipendio che quello di Giovanni Fava, leghista. Il quale ovviamente non ha ricevuto neanche un centesimo. 
Il fatto è che entrambi hanno il conto corrente presso la filiale del Banco di Napoli che è interna a Montecitorio, Per cui, quando la Camera ha comunicato i dati per l'accredito, ha comunicato per errore per entrambi gli stipendi lo stesso Iban; e così c'è stato l'errore. Se ne sono accorti solo perchè il Fava leghista si è dimesso da parlamentare per andare a fare l'assessore alla Regione Lombardia. Durante le operazioni di "trasloco", una delle segretarie si è accorta che sul conto corrente del parlamentare non era stato accreditato neanche un euro. Qualche verifica ha permesso di accertare l'errore fatto. Un errore di cui non si era accorto nessuno dei due parlamentari. Il Fava leghista ha spiegato così la situazione al Fatto Quotidiano: "Devo essere onesto, io non guardo mai il conto corrente, lo fanno per me le mie segretarie e dunque non mi sono mai accorto di nulla. Poi, vista la cifra, ho chiamato la Camera e lì mi hanno spiegato l’errore…". Perchè la cifra non è piccola: 45 mila euro circa. L'altro si era accorto della cifra extra incassata e, a suo dire, l'aveva segnalato. Ma dagli uffici gli avevano detto che era a tutto a posto. Quando poi è successo il patatrac, Claudio Giovanni Favia ha detto di aver restituito i soldi ricevuti indebitamente anche se alla Camera ancora non risulta. 
Certo però saranno in molti a desiderare di essere nella situazione per cui un bonifico da 45 mila euro sia una sciocchezza oppure da poter aspettare anche settimane per il versamento di una tale somma, senza avere patemi d'animo. Come accade invece ai due deputati in questione.  

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di Antonio Rispoli
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