Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Camere di sicurezza e nuove assunzioni, Maccari: "il pericolo ora è la confusione"


Camere di sicurezza e nuove assunzioni, Maccari: 'il pericolo ora è la confusione'
13/01/2012, 10:01

“Ci sono due notizie battute dalle agenzie di stampa che ci pongono in uno stato d’animo, controverso e perplesso. Da un lato accogliamo con favore l’apertura del ministro Severino rispetto alla possibilità di rivedere il Dl sull’utilizzo delle camere di sicurezza, dall’altro restiamo perplessi rispetto all’annuncio che per far fronte alle esigenze del decreto si vogliano assumere più Carabinieri e Poliziotti. Crediamo che sia necessario mettere un po’ d’ordine, perché in questo momento la confusione depista un Paese già provato da una crisi incombente”.
Franco Maccari, Segretario Generale del Coisp, Sindacato Indipendente di Polizia, propone una riflessione più approfondita rispetto al diverso modo di approccio alla questione dell’utilizzo delle camere di sicurezza per trattenere gli arrestati in flagranza in attesa di giudizio. Il ministro Severino ha dichiarato di voler valutare un’ipotesi alternativa e la Commissione Affari Costituzionali dà l’ok a nuove assunzioni nelle Forze di Polizia con compiti di sorveglianza e la previsione di un “ristoro” economico per garantire condizioni dignitose ai “detenuti” delle camere di sicurezza.
“Ci sembra che ancora una volta la politica faccia il gioco delle tre carte perdendo clamorosamente di vista l’obiettivo ed il cuore del problema – dice Maccari -. Ci fa piacere che il ministro Severino valuti ipotesi alternative aprendo così al dialogo. Ma in un momento di crisi come si fa a dire che si assumeranno più Poliziotti e Carabinieri, per fare cosa? Sorvegliare gli arrestati. Certo se la possibilità di dare lavoro ai giovani fosse reale e concreta saremmo i primi ad applaudire all’iniziativa. Ma qualcuno mente sapendo di mentire”.
“Assumiamo pure più poliziotti e carabinieri - dice ancora il Segretario Generale del Coisp - ma facciamolo per potenziare il presidio del territorio, cosa utile perché le carceri o le stesse camere di sicurezza non si riempiano. Poliziotti e Carabinieri non sono “addestrati” per sorvegliare i detenuti, cosa che egregiamente fa già la Polizia Penitenziaria. Poliziotti e Carabinieri devono essere messi nelle condizioni, con risorse e mezzi, di assicurare legalità e sicurezza anche attraverso politiche di prevenzione. Cosa che, a causa dei continui tagli, è diventata impossibile”.
“E veniamo al ristoro per i detenuti – dice ancora il Segretario Generale del Coisp – Per primi abbiamo detto che avremmo chiesto l’intervento di Amnesty International perché convinti che le camere di sicurezza non sono adatte per “ospitare” degli esseri umani, ma da questo a prevedere le spese di vitto e alloggio a carico del ministero degli Interni ne passa un bel po’!”
“Il ministero ha certo bisogno di risorse – conclude Maccari –, ma per potenziare l’esistente, per assicurare ai poliziotti in servizio un trattamento adeguato e per dare alle Forze dell’Ordine le risorse necessarie per lavorare sul territorio, laddove la malavita si combatte ed a volte si previene. Ecco perché, lo ribadiamo, non si può cadere nell’equivoco, in cui più volte cadde il precedente Governo, di fare annunci fumosi e promesse che già in partenza si sa di non poter mantenere confondendo la gente. L’utilizzo delle camere di sicurezza è solo il terminale di un processo che deve partire molto prima, dalla possibilità che le Forze dell’Ordine garantiscano che delle camere di sicurezza non ci sia più bisogno. E questo può avvenire solo investendo in sicurezza e legalità.”

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©