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Gli arrestati hanno favorito la latitanza di Marco Di Lauro

Camorra, 10 affiliati al clan Di Lauro in manette


Camorra, 10 affiliati al clan Di Lauro in manette
30/05/2011, 10:05

Questa mattina i Carabinieri del Nucleo Investigativo e del ROS di Napoli hanno dato esecuzione a un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia partenopea a carico di 10 esponenti di spicco del clan camorristico “Di Lauro”, ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere di tipo mafioso e di traffico, detenzione e spaccio di stupefacenti.

L’operazione è il risultato di un’indagine condotte dai Reparti dell’Arma dei carabinieri con sistemi tradizionali e tecnologici con la quale sono stati individuati gli indagati destinatari del provvedimento restrittivo, affiliati di maggiore spessore del clan incaricati della gestione delle attività illecite nonchè favoreggiatori della latitanza di Marco Di Lauro, il capo clan, tra i 30 ricercati più pericolosi d’Italia.

Nell’ambito dell’indagine si evidenza il sequestro in data 18 giugno 2010 nell’abitazione di Angelo Zimbetti, ritenuto il contabile del clan, di una sorta di libro mastro sul quale è riportata la contabilità del sodalizio criminale. Il rinvenimento è stato effettuato dopo articolata e complessa attività investigativa compiuta nel “Rione dei Fiori”.

Con l’analisi degli elementi raccolti, in particolare degli spostamenti dei maggiori esponenti del clan, tra i quali Nunzio Talotti e Daniele Tarantino arrestati a dicembre dall’Arma, è stato possibile trovare il posto dove i Di Lauro custodivano i loro “libri contabili” e fare un passo avanti per penetrare e neutralizzare l’organizzazione malavitosa attualmente retta dal latitante Marco Di Lauro.

Nella documentazione sequestrata è trascritta in maniera precisa e scrupolosa la contabilità da ottobre 2008 a giugno 2010, con l’elencazione delle entrate e uscite del clan per l’acquisto di stupefacente, il mantenimento degli affiliati liberi e detenuti e delle famiglie di questi ultimi (l’elargizione di un “vitalizio” mensile da 1.000 a 2.000 euro a secondo del ruolo rivestito dai “carcerati”).

In rilievo anche le spese minime (pizze per le vedette nei turni serali, carburante per le auto e le moto) annotate in maniera certosina dal contabile per il buon funzionamento “dell’impresa”. Nel solo mese di maggio 2010 i rendiconti evidenziano entrate per 2.600.000 euro a fronte di uscite per 1.850.000 euro, con un avanzo di 750.000 euro.

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di Redazione
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