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Camorra, 6 arresti per omicidio


Camorra, 6 arresti per omicidio
31/05/2011, 16:05

Nelle prime ore del mattino, i militari della Compagnia Carabinieri di Napoli-Poggioreale hanno dato esecuzione a 6 ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia (pubblici ministeri incaricati delle indagini Dott.sa Maria Cristina Ribera e Dott. Raffaello Falcone), nei confronti di cinque affiliati al clan “BELFORTE” e del reggente del sodalizio camorristico “MAZZARELLA-D’AMICO”, operanti rispettivamente nei comuni della Provincia di Caserta di Marcianise, San Nicola la Strada, Santa Maria Capua Vetere e Capodrise e nel quartiere San Giovanni a Teduccio di Napoli, responsabili dell’omicidio, con l’aggravante del metodo mafioso, di DE FILIPPO Antonio (cl 1958), appartenente al clan “PICCOLO-LETIZIA”, operante prevalentemente nel comune di Marcianise (CE) avvenuto in data 17 settembre 2005 nel quartiere Barra di Napoli (vds. Segn. Alfa Uno nr. 1/11 del 17 settembre 2005).
L’indagine, condotta mediante attività tecniche e dinamiche, ulteriormente riscontrate dalle dichiarazioni di collaboratori di giustizia, ha consentito di:
 documentare gli assetti della criminalità organizzata dell’area all’epoca dei fatti, riscontrando la volontà dei “BELFORTE” di estendere il controllo delle attività illecite in danno del rivale sodalizio “PICCOLO-LETIZIA” nei comuni della Provincia di Caserta di San Nicola la Strada, Marcianise, Capodrise e Santa Maria Capua Vetere. Il contrasto tra il sodalizio camorristico “BELFORTE”, detto anche “MAZZACANE” con il Clan “PICCOLO-LETIZIA”, detto anche “QUAQQARONI”, ha dato vita tra la fine del secolo scorso ed il primo decennio dell’attuale ad una sanguinosa faida che ha provocato decine di morti;
 riscontrare la volontà dei “D’AMICO” di affermare la loro supremazia criminale nella zona orientale della città di Napoli;
 acquisire concludenti indizi di colpevolezza nei confronti degli appartenenti ai citati clan in ordine all’omicidio DE FILIPPO Antonio classe 1958;
 ricostruire fedelmente l’efferato episodio delittuoso, individuando i mandanti, gli esecutori e i fiancheggiatori dell’omicidio, accertandone il movente nella contrapposizione armata insorta alla fine degli anni ‘90 tra i clan “BELFORTE” e “PICCOLO-LETIZIA”, per il controllo delle attività illecite nei comuni della provincia di Caserta di Marcianise, San Nicola la Strada, Capodrise e Santa Maria Capua Vetere;
 definire i ruoli degli affiliati di maggior rilievo nell’ambito delle rispettive strutture associative.
I citati provvedimenti restrittivi sono stati notificati ai seguenti soggetti, tutti affiliati al Clan BELFORTE e detenuti per altra causa:
1) AVETA Pasquale, già detenuto presso la casa circondariale del L’Aquila;
2) BUTTONE Bruno, all’epoca dei fatti reggente del Clan BELFORTE, detenuto presso la casa circondariale di Viterbo;
3) PICCOLO Gaetano, detenuto presso la Casa Circondariale di Novara, elemento apicale del Clan BELFORTE;
4) SPARACO Giuseppe,  detenuto presso la casa circondariale di Spoleto;
5) TROMBETTA Luigi, detenuto presso la Casa Circondariale di Spoleto.
Nel corso dell’operazione è stato rintracciato e tratto in arresto ed associato presso il carcere di Napoli Poggioreale anche D’AMICO GENNARO, reggente dell’omonimo sodalizio camorristico operante nella zona orientale della città di Napoli, per anni “federato” al Clan MAZZARELLA.
Nel corso dell’attività investigativa, grazie anche alla collaborazione con la giustizia di uno degli esecutori materiali dell’omicidio CUCCARO Domenico (nato a Marcianise (CE) il 06.08.1964), si è accertato quanto segue:
• BUTTONE Bruno, TROMBETTA Luigi e PICCOLO Gaetano sono stati i mandanti dell’omicidio;
• SPARACO Giuseppe, il giorno dell’omicidio ha condotto dell’autovettura, a bordo della quale si trovavano anche due soggetti affiliati al Clan D’AMICO con funzioni di “staffetta” e “specchiettisti” ed ha successivamente recuperato le casacche con la scritta POLIZIA utilizzate in occasione dell’omicidio;
• D’AMICO Gennaro, quale responsabile apicale dell’omonimo sodalizio camorristico operante nei quartieri orientali della città di Napoli, ha fornito appoggio logistico ed operativo agli esecutori dell’omicidio, offrendo il proprio consenso alla sua realizzazione;
• AVETA Pasquale e CUCCARO Domenico (tradizionali componenti del gruppo di fuoco del Clan BELFORTE) sono stati gli esecutori dell’omicidio .
L’omicidio di DE FILIPPO Antonio è stato deliberato dai vertici del sodalizio dei MAZZACANE in quanto lo stesso era stato notato presso diversi cantieri allestiti in Marcianise a chiedere somme estorsive agli imprenditori nell’interesse dell’avverso clan camorristico denominato “PICCOLO-LETIZIA” e tal fine incaricavano dell’esecuzione AVETA Pasquale, CUCCARO Domenico e SPARACO Giuseppe nonché si accordavano, mediante più riunioni, con D’AMICO Gennaro, capo dell’omonimo sodalizio camorristico operante in Napoli orientale, per garantirsi il supporto logistico ed operativo nell’esecuzione dell’omicidio. Nei giorni antecedenti all’omicidio AVETA Pasquale, CUCCARO Domenico e SPARACO Giuseppe effettuavano sopralluoghi preliminari nei pressi dell’abitazione di DE FILIPPO Antonio, nel quartiere di Napoli-Barra, insieme ad affiliati al clan D’AMICO incaricati da D’AMICO Gennaro. Le fasi esecutive dell’omicidio sono state dettagliatamente ricostruite così come di seguito sintetizzato:
 AVETA Pasquale, CUCCARO Domenico e SPARACO Giuseppe, nelle prime ore del mattino del giorno dell’omicidio, si incontravano con D’AMICO Gennaro che assegnava loro una “staffetta” composta da due suoi affiliati;
 SPARACO Giuseppe si poneva alla guida di un’auto su cui prendevano posto i due affiliati del Clan D’AMICO con compito di “specchiettisti”, mentre CUCCARO Domenico ed AVETA Pasquale seguivano tale auto a bordo di una motocicletta condotta dal primo, e tutti raggiungevano l’abitazione ove DE FILIPPO Antonio era ristretto agli arresti domiciliari;
 CUCCARO Domenico e AVETA Pasquale, indossate casacche con la scritta POLIZIA ed armati di due pistole (consegnate loro da SPARACO Giuseppe e procurate da BUTTONE Bruno), rispettivamente di calibro 9 mm e .357 magnum, dopo aver simulato un controllo di polizia nei confronti del suddetto DE FILIPPO Antonio (riuscendo pertanto ad accedere all’interno della sua abitazione), esplodevano nei suoi confronti numerosi colpi d’arma da fuoco che lo raggiungevano in varie parti del corpo cagionandone il decesso;
 CUCCARO Domenico ed AVETA Pasquale, immediatamente dopo l’omicidio, si incontravano con SPARACO Giuseppe, che li attendeva a bordo dell’auto prima indicata presso una piazzola di sosta, sita lungo il percorso tra Napoli e Marcianise (CE), a cui consegnavano le casacche con la scritta POLIZIA e successivamente si disfacevano delle armi utilizzate per l’omicidio abbandonandole presso un cantiere edile.

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di Redazione
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