Cronaca / Nera

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Latitante dal 2011, si nascondeva in provincia di Padova

Camorra: arrestato braccio destro del boss Polverino


Camorra: arrestato braccio destro del boss Polverino
15/01/2012, 17:01

Era in Veneto, nel Padovano. La camorra, ormai, fa affari anche li'. Era protetto, Nicola Imbriani (nella foto). Del resto e' ritenuto il braccio destro del boss Giuseppe Polverino, vale a dire vertice di uno dei clan camorristici ormai piu' potenti. Un clan che uccide poco, che cosi' non da' nell'occhio, ma che gestisce affari da miliardi di euro, in Italia come in Spagna. Neanche un anno fa, nel maggio 2011, al boss Giuseppe Polverino, i carabinieri sequestrarono un impero da un miliardo di euro: impero costruito attraverso il traffico di droga, le speculazioni edilizie, l'imposizione sul mercato dei propri prodotti, il pane e la carne ad esempio. E sempre a maggio scorso la cosca fu decimata, con ben 40 arresti, tra loro anche due candidati del centrodestra al consiglio comunale di Quarto. In quel blitz, sfuggirono sia il boss che il suo braccio destro, quest'ultimo oggi preso. I carabinieri del Nucleo investigativo di Napoli, hanno arrestato Imbriani, 56 anni, originario di Quarto, in un appartamento di Brugine, in provincia di Padova. Era con il suo autista-guardiaspalle, Giorgio Cecere, 36 anni, con precedenti, e con Salvatore Sciccone, 51 anni, residente a Brugine ma originario di Mugnano (Napoli). Imbriani aveva un compito ben preciso: quello di reinvestire i soldi del clan nel settore dell'edilizia privata. Del resto, l'edilizia, e' uno degli affari centrali dell'attivita' del clan Polverino. Secondo quanto accertato dalle forze dell'ordine, nel quartier generale del clan, l'hinterland a nord di Napoli, c'e' una unica e incontrastata ''compagnia di costruzioni'', associazione di diverse imprese edili tutte riconducibili ai Polverino; imprese che possono lavorare ''liberamente''. Ed e' proprio per condizionare a proprio vantaggio e soprattutto a vantaggio del sodalizio qualsiasi decisione politica legata allo sviluppo dell'edilizia nell'area flegrea, che Imbriani, nel 2007, finanzio' anche la campagna elettorale di un candidato sindaco di una lista civica. E' proprio dal 2007 che la Direzione distrettuale antimafia di Napoli coordina l'indagine, anche in cooperazione con l'Unidad central operativa della Guardia Civil spagnola, che ha portato ai 40 arresti, al sequestro di oltre un miliardo di euro ed oggi all'arresto di Imbriani. Ora manca all'appello il boss, Giuseppe Polverino, 'o barone': latitante, forse in Spagna e al vertice di un giro d'affari che supera di gran lunga i confini italiani.

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di Redazione
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