Cronaca / Nera

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Stanato in una masseria di Somma Vesuviana, era armato

Camorra: arrestato il superlatitante Salvatore Russo


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Camorra: arrestato il superlatitante Salvatore Russo
31/10/2009, 15:10

NAPOLI – Dopo quindici anni di latitanza, Salvatore Russo è stato assicurato alla giustizia. E’ stato bloccato questa mattina dalla Mobile di Napoli in una masseria di Somma Vesuviana. Con lui è stato arrestato Luigi Perna, che lo ha aiutato negli anni della latitanza. Russo, inserito tra i 30 latitanti più pericolosi d’Italia, è considerato, insieme al fratello Pasquale, a capo dell’omonimo clan di camorra egemone nella zona dell’agro nolano.
Salvatore Russo, 51 anni, ricercato dal 1995, è stato arrestato alle 7,30 di oggi in una masseria di campagna nella zona agricola di Somma Veusuviana, in via dei Gerani numero 6. Era quello il covo dove si nascondeva, individuato grazie ad una mirata ed intensa attività infoinvestigativa, svolta dalla Sezione criminalità organizzata che aveva permesso di individuare il favoreggiatore del ricercato: Luigi Perna, 67 anni, è stato tratto in arresto per favoreggiamento personale.
Gli agenti, arrivati sul posto, hanno visto il latitante che si rifugiava immediatamente nella struttura. Una volta fatta irruzione nella masseria, però, Russo era scomparso. Con l’intera area circondata, era impossibile che si fosse allontanato. Doveva essere per forza lì, tra quelle mura. Così i poliziotti hanno avviato la perquisizione, alla ricerca del nascondiglio.
Durante il controllo è stata notata una differenza perimetrale tra la stanza della cucina ed il muro esterno, indizio che dietro quella parete poteva nascondersi un’altra stanza. Sfondando il muro dietro la cucina, i poliziotti hanno trovato un vano di pochi metri quadrati cui si accedeva tramite una botola. Salvatore Russo era nascosto lì dentro, armato. E’ stato bloccato prima che potesse reagire. Russo aveva con sè un Mini Uzi calibro 9 con due caricatori da 25 colpi vuoti, una Beretta 8000 Cougar calibro 9 parabellum con 15 cartucce 9x19, un fucile Beretta modello S685E calibro 12 e 125 cartucce caricate a pallini calibro 12. Nel corso della perquisizione dell’abitazione, inoltre, sono stati rinvenuti e sequestrati una pistola Bernardelli P108 calibro 9x21 (con caricatore contenente 14 cartucce 9x21) ed appunti relativi alla gestione dell’organizzazione.
Sulla testa di Russo pendevano diversi provvedimenti restrittivi, tra cui l’ordine di esecuzione per la carcerazione n.968/2007 R.E.S. e n.364/2008 Reg.Cum del 28.05.2008 che dispone la pena dell’ergastolo, per il reato di omicidio ed altro, con isolamento diurno di sette mesi, che gli è stato notificato subito dopo la cattura. Nei prossimi giorni gli saranno notificate anche le diverse ordinanze di custodia cautelare in carcere per il reato di associazione di tipo mafioso ed altro, in carico ai Carabinieri.
Salvatore Russo, inserito nell’elenco dei 30 latitanti più pericolosi d’Italia, è considerato a capo, insieme al fratello Pasquale, dell’omonimo clan camorristico che controlla in maniera incontrastata le attività illecite nell’agro nolano, territorio di vasta estensione, comprendente numerosi comuni intorno alla cittadina di Nola. Sin dai primi anni ’90 i fratelli Russo, dopo il pentimento del boss Carmine Alfieri e di altri esponenti di spicco dell’organizzazione, avevano preso le redini del sodalizio criminale riorganizzandone la struttura e ponendosi alla reggenza del clan, fino a portarlo all’egemonia assoluta sul territorio.


Nella foto, da sinistra, Salvatore Russo e Luigi Perna

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di Nico Falco
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