Cronaca / Giudiziaria

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Camorra: arrestato latitante 'O malese' come boss fiction


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Camorra: arrestato latitante 'O malese' come boss fiction
13/09/2013, 10:34

MODENA - E' Alessandro Corvino, 23 anni, ritenuto un elemento emergente del clan dei Casalesi e soprannominato 'o Malese', come il boss della serie televisiva 'Il clan dei Camorristi' il latitante arrestato a Modena dalla Squadra Mobile di Caserta coadiuvata dalla Squadra Mobile di Modena e dagli uomini del Servizio centrale operativo. Corvino ha precedenti per estorsione, ricettazione, porto di armi improprie, truffa e reati contro la persona. Fino a qualche settimana fa era agli arresti domiciliari a San Cipriano d'Aversa (Caserta), suo paese d' origine, ma poi si è improvvisamente allontanato dal suo domicilio rendendosi irreperibile. L'autorità giudiziaria ha così emesso una misura cautelare in carcere. Corvino era stato coinvolto in una indagine coordinata dalla Dda di Bologna che, nell'aprile del 2012, aveva portato all'arresto per estorsione e rapina aggravata dal metodo mafioso di 8 persone, tutte di origine campana e da tempo residenti nella provincia di Modena, tra le quali lo stesso 23enne. Secondo le indagini - scaturite dalla denuncia di un imprenditore anch'egli di origini campane, attivo nel comparto ceramico di Sassuolo - il gruppo criminale, presentandosi a nome 'del clan dei Casalesi, gruppo Schiavone', recuperava i crediti vantati da alcuni imprenditori, aggiungendo una percentuale come loro compenso; alle vittime Corvino e gli altri arrestati si rivolgevano vantando l' appartenenza al clan e affermando di 'essere gli eredi di Sandokan', ovvero del capo clan Francesco Schiavone. Le indagini avevano individuato come vittime 5 imprenditori locali del settore edile, alcuni dei quali sarebbero stati anche malmenati e minacciati con una pistola. Gli inquirenti ritengono che Corvino fosse ritornato in Emilia per ricostituire il gruppo criminale. Ieri il giovane è stato catturato in un appartamento di Modena dove era in compagnia di due donne, originarie del casertano, che sono state denunciate a piede libero per favoreggiamento personale; decisivo è stato il pedinamento di alcuni presunti fiancheggiatori.

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di Redazione
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