Cronaca / Nera

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Tornava dalla Spagna; preso con un affiliato

Camorra, arrestato per estorsione il reggente dei Mallardo


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Camorra, arrestato per estorsione il reggente dei Mallardo
28/10/2009, 19:10

NAPOLI – Gli agenti della Squadra Mobile di Napoli hanno arrestato questa mattina Raffaele Mallardo, detto “Scicchirò”, considerato il reggente dell’omonimo clan. L’uomo, 43 anni, era appena tornato da Madrid, dove aveva tessuto una tela di contatti per attività illecite e protezione. Su di lui pesa un provvedimento di fermo emesso dalla Direzione distrettuale antimafia di Napoli per i reati di estorsione aggravata dal metodo mafioso. Gli agenti della Squadra Mobile, diretti dal vicequestore Vittorio Pisani, lo hanno atteso a Capodichino e lo hanno bloccato non appena ha messo piede in aeroporto; come molti altri elementi di spicco della malavita organizzata campana, aveva cercato di estendere il proprio potere criminale anche in Spagna.
Raffaele Mallardo, secondo gli inquirenti, tiene le redini del clan in assenza dei capi Francesco e Giuseppe, attualmente detenuti. Insieme al 43enne è stato arrestato, per gli stessi reati, anche Pietro Guarino, 46 anni, anche lui di Giugliano in Campania. Secondo le forze dell’ordine Mallardo e Guarino vessavano, già da diversi anni, due imprenditori giuglianesi titolari di pompe di benzina ed impianti di distribuzione, obbligandoli a versare, in diverse occasioni, somme di denaro per un totale quantificabile in decine di migliaia di euro. Le tangenti sono state estorte fino al mese di aprile 2009. Ad incastrare Mallardo e Guarino, rispettivamente mandante ed esecutore materiale dell’estorsione, i pedinamenti ed i servizi di controllo della polizia giudiziaria della Questura, su delega della Direzione distrettuale antimafia partenopea. Nel corso delle intercettazioni, in particolare, è emerso che i due imprenditori taglieggianti venivano costretti con minacce a versare il denaro ad emissari del clan Mallardo, tra cui appunto Guarino, che facevano capo a Raffaele Mallardo, indicato anche da alcuni collaboratori di giustizia come elemento apicale del sodalizio criminale.

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di Nico Falco
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