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Camorra, confisca beni al clan Fioretto


Camorra, confisca beni al clan Fioretto
18/04/2011, 09:04

Nella giornata odierna, la Direzione Investigativa Antimafia di Napoli, ha completato l’esecuzione di un decreto di confisca emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di S. Maria Capua Vetere - Sezione Misure di Prevenzione - su proposta della Direttore della D.I.A., Generale dei Carabinieri Antonio GIRONE, nei confronti di FIORETTO Giosuè, 48enne di Napoli, attualmente detenuto presso la Casa Circondariale di Secondigliano.
Con il citato provvedimento è stata disposta la confisca di 1 appartamento in Mugnano di Napoli e di un’autovettura, per un valore stimato in circa 400 mila euro (i medesimi beni sono già stati sottoposti a vincolo reale dal Centro Operativo del Dipartimento Investigativo Antimafia partenopeo, nel giugno 2009, in esecuzione di un provvedimento di sequestro preventivo d’urgenza).

Il FIORETTO Giosuè, è stato colpito, nel 2008, dall'ordinanza di custodia cautelare in carcere per il reato di “associazione mafiosa” e di “illecita concorrenza con minaccia e violenza”, perché in concorso con CERULLO Francesco, CIRILLO Alessandro, DI MAIO Francesco, GARGIULO Nicola, RUSSO Giovanni, SCHIAVONE Alfonso, SETOLA Giuseppe, SIMONELLI Vincenzo e con IANNARELLA Pasquale e SANTORO Luigi, deceduti, avvantaggiandosi della notoria appartenenza al sodalizio guidato dalla famiglia BIDOGNETTI, compivano atti di illecita concorrenza, a vantaggio di imprese facenti capo, di fatto, al predetto sodalizio e a SCHIAVONE Alfonso, prima, nel periodo invernale, escludendo tutte le ditte operanti nel settore della installazione e gestione dei video giochi nei pubblici esercizi di Villa Literno e Castelvolturno e zone limitrofe ed imponendo ai gestori di tali pubblici esercizi la sostituzione dei videogiochi altrui con i propri e, poi, nel periodo estivo, compiendo condotte analoghe per imporre l’attività di gestione di videogiochi nella disponibilità del citato gruppo camorrista, all’interno dei lidi balneari del litorale domizio; commettendo il fatto avvalendosi delle condizioni di cui all’art 416 bis del codice penale e al fine di agevolare il suindicato clan camorrista.
Le investigazioni svolte dalla D.I.A. hanno consentito di acquisire dati univoci di riscontro alle dichiarazioni di collaboranti e, addirittura, autonomi elementi indiziari dimostrativi del ruolo di indispensabile tramite svolto dal FIORETTO Giosuè, punto di riferimento dell’organizzazione bidognettiana nel territorio di Napoli e provincia, impegnato in tutte le attività delittuose del clan e, in particolare, nel traffico di stupefacenti, nelle attività estorsive e nell’azione di contrasto ai sodalizi avversari.
Diversi collaboratori di giustizia hanno indicato il FIORETTO come persona legata prima a BIDOGNETTI Francesco e poi, dopo l’arresto di quest’ultimo, a BIDOGNETTI Aniello, come suo uomo fiducia cui ha fornito assistenza durante la latitanza.
E’ stato accertato che proprio il FIORETTO è stato colui che si è occupato dei delicati rapporti tra il sodalizio camorrista e BARRA Angela, già legata sentimentalmente a Francesco BIDOGNETTI nonché madre di alcuni figli di quest’ultimo (il dato è emerso dalle dichiarazioni della stessa BARRA, divenuta collaboratrice di giustizia e successivamente dagli altri collaboratori, come DIANA Luigi, DIANA Alfonso ed infine ORSINI Aniello).

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di Redazione
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