Cronaca / Nera

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L'uomo sospettato di essere il 'palo': "Aiutatemi"

Camorra, identificato il killer di Bacioterracino



Camorra, identificato il killer di Bacioterracino
31/10/2009, 15:10

NAPOLI – E’ stato identificato l’uomo che, nel maggio scorso, ha sparato a Mariano Bacioterracino, il rapinatore ucciso davanti ad un bar del rione Sanità, a Napoli. Le immagini dell’assassinio, riprese dalle telecamere di sorveglianza, sono state diffuse nei giorni scorsi della Procura proprio nella speranza che i cittadini, vedendo quei fotogrammi, potessero aiutare le indagini.
Ebbene, l’aiuto tanto sperato è infine arrivato: il killer è un pregiudicato napoletano, originario della periferia nord, attualmente irreperibile. Un killer venuto da un altro quartiere quindi, come ipotizzato da subito dagli inquirenti che hanno notato come l'uomo agisse senza alcun travisamento, come chi non ha paura di essere riconosciuto e non deve poi tornare in zona. Sandro Pennasilico, procuratore aggiunto della Dda, intervistato dall’agenzia Velino, però non si sbilancia per ovvi motivi. “Non possiamo fornire ulteriori dettagli per non compromettere le indagini, - dice, - posso dire che non pensiamo sia lontano”. Su come si sia giunti all’identificazione, Pennasilico ha confermato che l’aiuto è arrivato da qualcuno che ha potuto visionare il video.

Se da un lato la scelta di rendere pubblico il video ha aiutato, quindi, a scovare il colpevole, dall’altro ha creato non pochi problema ad un’altra persona. E’ l’uomo che si vede nel filmato mentre è fermo davanti al bar, in camicia bianca. Era stato indicato come “il palo”, il complice del killer che, con un gesto, aveva segnalato all’assassino il momento giusto per entrare in azione. Quest’uomo si chiama Gennaro Aiello, ha 33 anni ed è del quartiere. Intervistato dal Mattino, ha lanciato un appello: “Aiutatemi a uscire da questa follia. Stavo prendendo una boccata d’aria, aspettando mia figlia per andare a fare compere”.
Aiello non conosceva il killer, né era d’accordo con lui. Si trovava sul posto per caso, così come altre persone. I suoi movimenti, e l’unica colpa di essere rimasto a lungo nell’inquadratura, hanno però fatto il resto dando il via a quelle interpretazioni errate che ora rischiano di rovinargli la vita. Aiello, dopo aver visto il filmato, si è recato in Questura dove è stato identificato ed ha rilasciato una deposizione spontanea. “Ero senza avvocato, - ha detto, - non sono mai stato coinvolto in indagini di questo tipo”. Operatore ecologico, il 39enne conosceva appena la vittima perché abitavano entrambi nella stessa zona. Riguardo al suo movimento, quel gesto che è stato interpretato come un segnale per il killer, dice: “Mi sono spostato, passando per l’unica via obbligata, cioè davanti all’uomo che verrà ammazzato”.
La sua vita, dopo le accuse, sta andando a rotoli. Ha raccontato di essere stato “sospeso dal suo posto di lavoro” e che da due giorni vive chiuso in casa per paura di ritorsioni. “Io, mia moglie, le mie figlie siamo rintanati in casa, ho una figlia 14enne che non va neppure a scuola, perché pensano che sia figlia di un killer, quel video oramai l’hanno visto tutti”.
Malgrado le sue dichiarazioni, la sua posizione resta ancora al vaglio degli inquirenti. Fonti della polizia fanno infatti sapere che l'uomo sarà ascoltato nei prossimi giorni e la sua versione dei fatti sarà verificata, al fine di accertare se avesse o meno fatto realmente da palo per il sicario.

Resta ancora viva, intanto, l’altra polemica nata successivamente alla diffusione di quel video, ovvero quella che riguarda la reazione dei passanti. Le persone presenti, infatti, hanno un atteggiamento che sembra di indifferenza. Come se non fosse accaduto nulla, malgrado a pochi metri ci sia un uomo disteso al suolo in una pozza di sangue. Qualcuno, al momento degli spari, si allontana dal posto, verosimilmente per paura di restare coinvolti nell’eventualità di una successiva sparatoria. Reazione comprensibile, istintiva. Successivamente, però, quello che si vede nel video è inspiegabile: persone che camminano accanto al corpo senza vita di Bacioterracino, qualcuno che addirittura lo scavalca. Forse percorrendo quella “via obbligata” menzionata da Aiello per allontanarsi. “Non è una indifferenza di routine, ma la paura, - ha spiegato al Velino Giandomenico Lepore, il Procuratore della Repubblica di Napoli, - quando quelle persone si sono trovate faccia a faccia col cadavere non è che hanno fatto finta di niente, ma sono scappati il più veloce possibile per timori connessi a quei momenti. E qualcuno ha anche scavalcato il cadavere”.

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di Nico Falco
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