Cronaca / Nera

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La reazione dopo la diffusione delle ipotesi investigative

Camorra, la famiglia Moccia: su di noi solo diffamazioni


Camorra, la famiglia Moccia: su di noi solo diffamazioni
25/11/2009, 19:11

NAPOLI – “Sono anni che subiamo un’accanita campagna diffamatoria e calunniosa che indica la nostra famiglia non già come un insieme di cittadini che da lungo tempo osserva la legge e rispetta le regole del viere civile ma come un clan criminale al quale attribuire ogni delitto che venga commesso in luoghi prossimi ai centri nei quali viviamo”. A parlare è Antonio Moccia, a nome della famiglia Moccia di Afragola (Napoli), che attraverso i suoi legali Saverio Senese e Michele Cerabona ha diffuso una lettera per prendere le distanze da qualsiasi episodio riconducibile alla criminalità organizzata, ribadendo che il cosiddetto ‘clan Moccia’ non esiste più da almeno dieci anni. La lettera è arrivata dopo la diffusione, da parte dei media, di alcune delle ipotesi investigative sull’omicidio di Mariano Bacioterracino e sul duplice omicidio di Gennaro e Carmine Sacco, rispettivamente avvenuti nel maggio scorso nel quartiere Sanità e ieri a San Pietro a Patierno. Gli investigatori stanno indagando e alcune delle piste al vaglio degli inquirenti tengono in considerazione l’eventualità di un coinvolgimento del clan Moccia. Mariano Bacioterracino, infatti, fu indagato (e assolto) per l’omicidio del capoclan Gennaro Moccia, nel 1976; Costanzo Apice, il presunto assassino di Bacioterracino in odore di pentimento, era invece parente di Gennaro e Carmine Sacco.
“Ormai si è superata ogni misura, - continua la lettera di Antonio Moccia, parlando di “calunnie”, - già ci siamo rivolti alla Magistratura napoletana alla quale affidiamo con serenità il nostro futuro e quello dei nostri figli”. “Siamo in grado di produrre notizie in cui ogni delitto, da anni viene attribuito, attraverso i media non solo locali, ad un presunto ‘clan Moccia’ senza che mai alcuno sia intervenuto per segnalare che il ‘clan Moccia’, così come accertato con sentenze passate in giudicato, non esiste più da ben oltre un decennio”. Si parla ancora di ''infamanti, fantasiose accuse che da anni destabilizzano la nostra famiglia, ci espongono a seri rischi di incolumità personale, ci offendono e ci espropriano di quella serenità di cui abbiamo diritto''.

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di Nico Falco
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