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Camorra: maxi sequestro beni


Camorra: maxi sequestro beni
02/04/2010, 09:04


NAPOLI - Nella mattinata odierna, personale del Centro Operativo di Napoli della Direzione Investigativa Antimafia, ha eseguito un provvedimento di estensione sequestro beni emesso dal Tribunale di Santa Maria C.V. - Sez. Mis. di Prev. - nei confronti di VEROLLA Nicola, 64enne di Lusciano (CE) e della moglie DI MARINO Rosa, 53enne di Partete (CE) il 31.07.1957, per un valore complessivo di circa 5 milioni di euro.
I beni oggetto del provvedimento - non ricompresi nel precedente sequestro del valore di 8 milioni di Euro operato alcuni mesi orsono nei confronti del VEROLLA - sono costituiti da unità immobiliari di lusso così di seguito indicati:

- 4 Villette unifamiliari realizzate su due livelli composte da 10 vani ubicata in Giugliano in Campania (NA), località “Marenola” intestate al VEROLLA alla moglie DI MARINO Rosa;

- Edificio commerciale ubicato in Lusciano (CE).

VEROLLA Nicola, attualmente detenuto, nel gennaio del 2008, è stato colpito dall’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, per i reati di concorso in estorsione, unitamente a BIDOGNETTI Raffaele, ZAGARIA Michele ed altri, in danno dell’imprenditore edile EMINI Francesco Saverio, titolare della Emini Costruzioni, costringendolo a consegnare loro, per i lavori edili effettuati in Lusciano e in San Marcellino somme di denaro.
Risulta gravato da diversi pregiudizi penali, tra i quali furto aggravato nel 1993, tentato omicidio e porto e detenzione illegale di armi; delitti per i quali nel 1999 è stato condannato, con sentenza passata in giudicato, alla pena della reclusione di anni quattro e all’ interdizione dai pubblici uffici.
Nel corso delle intercettazioni telefoniche è emerso che il negozio di autoricambi ubicato in Lusciano di cui il VEROLLA era titolare, veniva utilizzato, con il suo evidente consenso, come una delle basi operative del gruppo, per la riunione degli affiliati, come luogo di ricovero dei componenti del sodalizio feriti da colpi di arma da fuoco, ovvero come base dove venivano condotti, anche con la forza, imprenditori sottoposti e da sottoporre ad estorsione.

Il VEROLLA Nicola, tra l’altro, risulta coinvolto in diversi episodi delinquenziali, quali:

• tentato omicidio di ZIPPO Raffaele, dalle cui indagini emerge che presso il suo negozio di autoricambi avviene l’incontro tra il latitante Bidognetti Aniello e Setola Giuseppe con un imprenditore sottoposto a estorsione;
• estorsione NOVIELLO, ove nel corso di attività di intercettazioni BORRATA Francesco informa SETOLA Giuseppe della scarcerazione del VEROLLA. A conferma della intraneità dell’indagato, la notizia è accolta con gioia dal SETOLA, il quale auspica che possa essere scarcerata anche la fidanzata di Cavaliere Mario, rimasta coinvolta nella vicenda estorsiva ai danni della Noviello;
• estorsione in danno della Azienda Zootecnica Bufalina CIRILLO Francesco, da cui risulta chiaramente che il negozio del VEROLLA è utilizzato abitualmente dagli affiliati come base logistica;
• ferimento accidentale di RUSSO Giovanni: da una conversazione telefonica emerge ancora una volta che il negozio del VEROLLA è una delle basi del gruppo: Setola, che si trova insieme al VEROLLA, consiglia a Cirillo di portare il Russo, che si è ferito accidentalmente con un’arma, presso il negozio dello stesso.

Le villette ed il locale commerciale risultano tutte date in affitto a terzi estranei alle vicende criminali del VEROLLA che ne traeva un utile netto di oltre 130.000,00 Euro annui.

Il precedente sequestro, operato sempre dalla D.I.A. su delega del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ammontava complessivamente a 8 milioni di Euro a cui vanno ad aggiungersi gli attuali 5 milioni di euro, per un totale di oltre 13 milioni di Euro.

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di Redazione
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