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Capoclan nega di essere un camorrista

Camorra, minacce a Saviano. Il boss dei Casalesi: “Se si è offeso chiedo scusa”


Camorra, minacce a Saviano. Il boss dei Casalesi: “Se si è offeso chiedo scusa”
04/12/2013, 19:51

"Non ho nulla contro i giornalisti e non volevo minacciare Roberto Saviano e Rosara Capacchione. Se si sono sentiti offesi chiedo scusa, ma voglio anche dire che non ho materialmente partecipato a scrivere quella lettera letta in aula". Sono le dichiarazioni del boss del clan dei Casalesi, Francesco Bidognetti, accusato di aver minacciato con Antonio Iovine e gli avvocati Michele Santonastaso e Carmine D'Aniello i giornalisti Saviano e Capacchione e il magistrato Raffaele Cantone. Ma Bidognetti, nel corso dell’interrogatorio, ha più volte detto di non essere un camorrista: "lo dicono i processi e le sentenze. Guadagnavo soldi affittando terreni di mia proprietà nella zona di Caserta". Dal 1993, però, il camorrista è in carcere e recluso al regime del 41 bis. Il camorrista, dunque, si scusa ma Antonio Iovine sostiene di non doversi scusare con nessuno: "Io non chiedo scusa ne' a Saviano, ne' a Capacchione perché non ho nulla a che fare con l'istanza letta al processo. Io ero latitante all'epoca dei fatti”, ha infatti dichiarato in videoconferenza. Davanti alla settima sezione penale del Tribunale di Napoli il capoclan, Iovine e gli avvocati dovranno rispondere di diffamazione e minacce aggravate dal metodo mafioso. L’accusa sostiene infatti che durante il processo Spartacus, rivolsero minacce a Roberto Saviano e alla giornalista Rosaria Capacchione.

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di Erika Noschese
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