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Individuare anche le cosiddette "riserve"

Camorra: nel casertano smantellato gruppo degli “Schiavone”, 9 arresti


Camorra: nel casertano smantellato gruppo degli  “Schiavone”, 9 arresti
10/09/2011, 12:09

NAPOLI  -  Arresto per nove esponenti di un gruppo camorristico legato al clan Casalesi, fazione "Schiavone". Alle prime ore dell’alba è scattata l’operazione condotta dei carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta e della Compagnia di Capua, che ha consentito anche di individuare le cosiddette "riserve",ovvero,  soggetti storicamente legati al clan ma da tempo strategicamente collocati in posizioni defilate che, negli ultimi periodi, si erano reinseriti a pieno titolo nel circuito criminale.
Il CLAN DEI CASALESI è un cartello camorristico della Provincia di Caserta che prende il nome dalla sua città d'origine, Casal di Principe. Ne fanno parte differenti clan. Le attività della cosca sono state segnalate in diverse regioni d'Italia (Lazio e Lombardia in testa), con una forte presenza riscontrata anche in alcuni stati europei (Spagna e Scozia). Secondo una stima della DNA il fatturato risultante delle aziende controllate dal clan e dei traffici illeciti si aggirerebbe attorno ai 30 miliardi di euro. Dal 1985 al 2004 sarebbero stati compiuti dal clan 646 omicidi. La mafia casalese non è un clan qualunque di camorra o di mafia, ma una vera e propria organizzazione criminale, paragonabile a 'ndrangheta e mafia siciliana, che sta dimostrando talvolta di essere addirittura egemone su mafia calabrese e siciliana.
FRANCESCO SCHIAVONE, soprannominato Sandokan per una leggera somiglianza fisica con l'attore Kabir Bedi, è diventato famoso per le lotte di potere avvenute nella sua cittadina natale soprattutto negli anni settanta e ottanta. Entra quindi di diritto nella storia del clan dei Casalesi, divenendone il boss assoluto. Arrestato prima nel 1990 e poi nell'estate del 1998 in un bunker del suo paese natale, è stato condannato all'ergastolo per associazione di tipo mafioso. Attualmente, per i reati di camorra da lui commessi, è sottoposto al regime carcerario speciale previsto dall'art. 41 bis della legge sull'ordinamento penitenziario. In casa di Schiavone, all'atto dell'arresto, furono rinvenuti dipinti di sua realizzazione e moltissimi libri, fra cui diverse opere su Napoleone Bonaparte. Il 16 giugno 2008, durante le fasi finali del processo Spartacus che si svolgeva presso il tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Schiavone compare in videoconferenza dal carcere de L'Aquila dove era detenuto, dichiarando di non voler comparire in video e di non essere considerato come una fiera in gabbia. Il 19 giugno 2008, con la conclusione del processo, viene condannato definitivamente alla pena dell'ergastolo, insieme ad altri componenti del clan dei Casalesi. All'udienza finale, in aula era presente anche lo scrittore Roberto Saviano.

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di Rosario Scavetta
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