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Camorra: omicidio avvenuto nel 1992, due arresti


Camorra: omicidio avvenuto nel 1992, due arresti
28/10/2013, 10:34

NAPOLI - Due persone sono state arrestate per l'omicidio di Luigi Caiazzo, il cui cadavere non fu mai trovato, avvenuto nel 1992 in una masseria a Villa Literno (Caserta) nell'ambito di uno scontro fra clan della camorra. Il Centro operativo della Dia di Napoli ha dato esecuzione ad un'ordinanza di custodia cautelare in carcere e ha anche eseguito un decreto di sequestro preventivo di un'azienda agricola. Uno dei due arrestati è anche ritenuto responsabile dell'omicidio di Giuseppe Caiazzo, padre di Luigi.

I due arrestati, ritenuti responsabili in concorso dell'omicidio, sono Giuseppe Terracciano, 54 anni, e Raffaele Cantone, di 53. Le indagini - concluse all'epoca con una richiesta di archiviazione - sono state riaperte in seguito a dichiarazioni di vari collaboratori di giustizia che, insieme con l'attività di riscontro svolta dalla Direzione distrettuale antimafia, hanno permesso di fare luce sulla dinamica e sul movente del duplice omicidio.

L'indagine è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia. Le vittime, già appartenenti alla Nco di Raffaele Cutolo, furono colpite nell'ambito dell'offensiva dei Casalesi e finalizzata a stroncare qualsiasi tentativo di riorganizzazione della Nco e ad affermare l'egemonia del clan nell'intera provincia di Caserta. E' stato ricostruito, in particolare, il ruolo svolto da uno degli indagati, Giuseppe Terracciano, nell'omicidio di Luigi Caiazzo, ovvero quello di attirare in trappola la vittima, conducendola con uno stratagemma in una masseria dove l'altro indagato, Cantone, gli sparò in pieno volto, da distanza ravvicinata, un colpo d'arma da fuoco. Il cadavere, poi, fu occultato in un pozzo e mai ritrovato. Nell'ambito dell'operazione è stato, inoltre, eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso d'urgenza dalla Dda, dell'azienda per l'allevamento di bufali di proprietà di Giuseppe Terracciano - all'interno della quale avvenne l'omicidio - ,dell'impresa situata nello stesso sito per l'allevamento di cavalli e intestata alla convivente di Terracciano, nonché di conti correnti.

L'urgenza, spiega il procuratore aggiunto Francesco Greco, ''scaturiva dalla circostanza che, all'atto dell'esecuzione della misura cautelare, la polizia giudiziaria operante sentiva l'indagato dire alla donna di avvisare il commercialista di 'vendere tutto' e notava che il predetto firmava in bianco un blocchetto di assegni di un conto corrente a lui intestato, con l'evidente fine di permettere alla moglie di svuotarlo''. Il decreto è stato emesso in seguito ad accertamenti patrimoniali svolti dal Centro operativo della Dia guidato da Giuseppe Linares; gli investimenti relativi alle attività aziendali sono risultati sproporzionati rispetto ai redditi esigui dichiarati dai due.

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di Redazione
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