Cronaca / Giudiziaria

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“L ‘ho ucciso da solo senza complici, offese mio fratello”

Camorra: omicidio Troise, dopo dieci anni la svolta

L’assassinio non rientrava in alcuna faida

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Camorra: omicidio Troise, dopo dieci anni la svolta
31/08/2011, 13:08

NAPOLI – Si avvia alla conclusione la vicenda dell’ omicidio del pregiudicato Daniele Troise, detto “topo gigio” , affiliato al clan Sarno prima e De Luca Bosso poi avvenuto nel settembre del 2001: La svolta verso l’ epilogo del giallo durato dieci anni, la fornisce lo stesso esecutore materiale dell’ assassinio, il pluri pregiudicato Pasquale Fusco, uomo vicino al clan Ponticelli di Cercola, attualmente recluso nel carcere di Rebibbia in regime di 41bis. Su Fusco pendono le accuse di atri due omicidi (Mignano e Tranquilli, entrambi affiliati a clan avversi) oltre quello di Troise. Ma questi respinge le accuse addossandosi solo la responsabilità di un omicidio, fornendo agli inquirenti informazioni dettagliate sia inerenti all’ omicidio stesso, data luogo e movente , sia per quanto riguarda il posto dove egli stesso aveva seppellito il cadavere. Recatisi nelle campagne tra Ponticelli e il Vesuvio i Carabinieri hanno rinvenuto resti umani, poco più di uno scheletro, ma sarà solamente l ‘esame del Dna a dare un identità certa al cadavere. Nella sua dichiarazione auto accusatoria il Fusco dichiara di aver commesso tutto da solo senza l’ ausilio di nessuno, inoltre che quell’ omicidio non gli era stato commissionato, ma era scaturito a seguito di un chiarimento che questi aveva chiesto a troise per un offesa recata al fratello, quindi la discussione sarebbe degenerata lasciandosi “prendere dall’ira” come dichiara egli stesso. Se il cadavere ritrovato dovesse essere proprio quello di Daniele Troise le dichiarazioni fornite, all’ epoca dei fatti, dal pentito Carmine Cianiello, che dava l’ omicidio come commissionato e assicurava che i resti del troise fossero stati sciolti nell’ acido, darebbero vita ad una riiscrizione degli eventi camorristici delle alleanze di quel periodo.

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di Antonio Sarracino
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