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Camorra, operazione King Kong: sequestro preventivo di beni per 71mln di euro


Camorra, operazione King Kong: sequestro preventivo di beni per 71mln di euro
12/03/2012, 12:03

Nella mattinata odierna è stata realizzata una delicata operazione di polizia giudiziaria coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Napoli ed eseguita dal G.I.C.O. della Guardia di Finanza di Napoli con l’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare in carcere a carico di APROVITOLA Alfredo ed APROVITOLA Domenico e con il sequestro preventivo di beni ed attività economiche.

Con questa attività investigativa la DDA di Napoli ha posto in essere un altro passo nella strategia di contrasto all’accumulo dei patrimoni illeciti, specificamente di contrasto al clan MALLARDO, operante in Giugliano, nella Provincia settentrionale di Napoli ed in diverse altre Regioni.
Si tratta, come si diceva, di una attività particolarmente delicata in quanto è volta a colpire l’ala economica e quella dei colletti bianchi della citata compagine camorristica.
Come è noto, il clan MALLARDO, da anni, ha posto in essere una accurata strategia di profonda infiltrazione del tessuto economico, amministrativo e politico del Giuglianese divenendo un gruppo camorristico particolarmente potente ed anche difficilmente aggredibile.

E’ stato solo grazie ad una articolata e complessa attività investigativa che si è riusciti, dapprima, ad individuare e, poi, a colpire uno dei bracci operativi sommersi di tale compagine camorristica.

Il clan MALLARDO, come si è più volte sottolineato nel corso delle precedenti operazioni di polizia giudiziaria ARCOBALENO, CAFFE’ MACCHIATO, SFREGIO, AQUILA REALE e TAHITI, ha una struttura che si avvicina maggiormente a quelle mafiose e si distingue rispetto alle organizzazioni prettamente camorristiche: meno scontro sul territorio (su cui ha dominio assoluto e incontrastato), ma controllo assoluto di tutti gli aspetti della vita sociale.

Con l’operazione KING KONG – denominazione ispirata a SCIGNO, lo storico soprannome della famiglia APROVITOLA - si ritiene di avere individuato uno dei gangli vitali dell’organizzazione camorristica: da un lato, è stata ricondotta, mediante gli APROVITOLA, la titolarità della calcestruzzi TECNOCEM ai capi del clan MALLARDO e, dall’altro, è stato individuato il commercialista di riferimento del clan. Come si vede, non scontro armato, ma controllo della vita economica.

I reati contestati sono il concorso esterno in associazione camorristica ed il concorso in estorsione aggravata. Si tratta dell’imposizione del caffè SEDDIO, già oggetto della precedente operazione CAFFÈ MACCHIATO in quanto la ditta era gestita dai D’ALTERIO, nipoti del capoclan MALLARDO Feliciano: è stato accertato che anche il commercialista APROVITOLA Alfredo, titolare di fatto di numerosi esercizi, concorreva nell’imporre ai gestori tale fornitura, e ciò proprio nell’interesse del clan MALLARDO.

Le indagini, molto articolate e sviluppate con intercettazioni, accertamenti bancari e patrimoniali e riscontrate da plurime dichiarazioni di collaboratori di giustizia, hanno consentito di raccogliere una solida piattaforma indiziaria sulla costante collaborazione fornita al clan da APROVITOLA Alfredo – detto IL COMMERCIALISTA – e da suo padre APROVITOLA Domenico – detto IL COLLOCATORE perché, nel passato, è stato, appunto, funzionario dell’Ufficio Provinciale di Collocamento

Le investigazioni hanno consentito anche di ricostruire che le cointeressenze riconducibili agli APROVITOLA ammontavano a numerose società, intestate a prestanome, in cui venivano veicolate somme provento dell’attività del clan camorristico MALLARDO e che, di ritorno, fruttavano allo stesso clan camorristico significativi emolumenti, anche attraverso l’attività di prestito di danaro ad interessi.

Nel contempo, è stato ricostruito il loro patrimonio immobiliare, comprensivo anche di hotel e bar, pari a circa cento unità immobiliari di cui è stato disposto il sequestro.
Il provvedimento di sequestro preventivo ha interessato:
- 87 unita’ immobiliari e 9 terreni, gran parte dei quali ubicati nel comune di Giugliano in Campania; - cinque societa’  rapporti finanziari per un valore complessivo di circa 71 milioni di euro.

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di Redazione
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