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Camorra, preso il boss Marino -video


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Camorra, preso il boss Marino -video
30/12/2013, 14:28

Con la decimazione dei vertici storici del suo clan, era diventato lui il capo: Angelo Marino, 41 anni, latitante da cinque mesi, è stato arrestato oggi dalla polizia a Castelvolturno, in provincia di Caserta. L'uomo, accusato di associazione camorristica, è legato da vincoli di parentela al boss Gennaro Marino, soprannominato Genny Mckay, oggi detenuto; e al fratello Gaetano, detto “manomozza”, assassinato nell'agosto di due anni fa sulla spiaggia di Terracina, nel basso Lazio.

Il nome di Angelo Marino compare in due diverse inchieste antimafia sulla camorra di Secondigliano. Nel 2004, fu arrestato nel mezzo della sanguinosa faida tra il clan di Paolo Di Lauro e quello degli scissionisti, cui egli stesso apparteneva. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, faceva parte della cosca che si era ribellata al padrino gestendo in proprio la piazza di spaccio delle Vele celesti: una vera e propria macchina da soldi che riusciva a far guadagnare all'organizzazione qualcosa come un milione di euro al mese.

Nel marzo 2012, invece, i pm della Dda partenopea tornano a indagare su di lui. Grazie alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia e alle intercettazioni telefoniche e ambientali, gli inquirenti scoprono che Angelo Marino custodì le armi con cui furono uccise le prime due vittime della spaventosa faida, il 28 ottobre 2004: Claudio Salerno e Fulvio Montanino. Entrambi fedelissimi del boss Di Lauro, soprannominato Ciruzzo 'o milionario, ed entrambi invisi a Gennaro Marino Mckay.

La cattura di Angelo Marino, a cui hanno partecipato uomini del servizio centrale operativo e delle Squadre mobili di Napoli e Caserta, non è un caso che sia avvenuta sul litorale domizio, nel Casertano. Da anni, ormai, trasformatosi nel “quartier generale” degli scissionisti di Secondigliano e soprattutto luogo privilegiato di latitanza dei suoi uomini più importanti.

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di Redazione
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