Cronaca / Nera

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Patrizio Serrao ucciso davanti casa da tre uomini in auto

Camorra scatenata: nuovo agguato a Melito, è faida tra gli scissionisti

Interrogato un vigilantes: era a guardia del parco

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Camorra scatenata: nuovo agguato a Melito, è faida tra gli scissionisti
11/01/2012, 17:01

MELITO DI NAPOLI - Lo hanno aspettato sotto casa. Poi con una semiautomatica calibro 9, hanno esploso una serie di proiettili, uno dei quali l’ha centrato alla testa. Patrizio Serrao, 52enne, legato agli ambienti criminali degli scissionisti di Scampia, è la vittima numero cinque dall’inizio del 2012. La quarta riconducibile alla nuova guerra scoppiata all’ombra delle Vele. L’agguato è scattato la notte scorsa intorno all’una meno un quarto all’interno del Parco Le Rondini di via Umbria, al confine con via Fratelli Cervi, zona dove sorge il supermarket della droga dell’area nord. Lì i sicari hanno portato a termine la sentenza di morte: erano in tre a bordo di un’auto ed hanno aperto il fuoco contro il 52enne che era a pochi metri dalla sua abitazione.

Il parco nel quale l’uomo viveva con la sua famiglia era controllato da un sistema di videosorveglianza a circuito chiuso e da un servizio di guardiania con vigilantes. Durante la notte una guardia giurata è stata interrogata dagli uomini dell’arma per poter ricostruire la dinamica del raid e dare un volto ai killer entrati in azione. La morte di Serrao potrebbe essere inquadrata in un botta e risposta tra esponenti degli Amato-Pagano: i carabinieri della compagnia di Giugliano, ai quali sono affidate le indagini, ritengono che l’omicidio si inserisca nella faida in atto all'interno al gruppo di camorra che nel 2005 si rese protagonista nella sanguinosa guerra con il clan dei Di Lauro. Due giorni fa, sempre a Melito, due cadaveri bruciati erano stati trovati all'interno di un'automobile data alle fiamme nei pressi del cimitero di Melito. Poi giovedì scorso, a Giugliano, il ritrovamento del cadavere Rosario Tripicchio, broker della cosca di Scampia. Una mattanza, quella riesplosa in periferia, che fa piombare in un incubo l’intera cittadinanza. Un film già visto torna a terrorizzare il versante nord della città di Napoli.

LE INDAGINI - I regolamenti di conti delle scorse ore con molta probabilità hanno un unico file rouge: uno dei due corpi ritrovati domenica notte forse è di Luigi Mondò, l'altro invece potrebbe appartenere a Raffaele Stanchi, scomparsi domenica scorsa da Scampia. Corpi resi irriconoscibili dalle fiamme, un messaggio ben preciso secondo gli inquirenti. Il primo, 39enne, è un ex fedelissimo al clan di Lauro passato poi nelle fila degli Amato-Pagano dopo la guerra scoppiata nel 2005. Un ruolo di primissimo piano quello di Stanchi all’interno del gruppo degli scissionisti, tanto che gli investigatori parlano di lui come di un elemento di vertice dell’organizzazione. Mondò, 51 anni, sarebbe invece l’autista e factotum di Stanchi.
LA NUOVA FAIDA – Il quadro investigativo nel quale si muovono gli inquirenti dell’Arma è già delineato: Stanchi, detto “Lello ‘o bastone”, a capo del gruppo che gestisce una piazza di spaccio di Scampia, potrebbe aver dato fastidio alla cosca capeggiata da Cesare Pagano, attualmente detenuto, e il cui reggente sarebbe un giovanissimo personaggio luogotenente in Mugnano, Mariano Riccio, genero dell’ex padrino ed attualmente latitante. In questo ambito confuso e dalle variabili impazzite sembra profilarsi quella che negli ambienti investigativi viene definita “la scissione della scissione”. Nuovi boss pronti a scalzare i vecchi impongono la propria legge con piombo e sangue.     

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di Davide Gambardella
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