Cronaca / Nera

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Ciro Nappo era ricercato dal novembre 2008

Camorra: scovato a casa sua il reggente del clan Gionta


Camorra: scovato a casa sua il reggente del clan Gionta
01/10/2009, 21:10

Per quasi un anno era riuscito a sfuggire alle forze dell’ordine, spostandosi continuamente o rifugiandosi nel nascondiglio segreto che si era fatto costruire apposta. Ma oggi Ciro Nappo, 34 anni, considerato il reggente del clan camorristico dei Gionta, non ha potuto fare niente: i carabinieri sono riusciti a scovarlo, all’interno della sua abitazione di Torre Annunziata, ed a stringergli le manette ai polsi. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Comando provinciale di Napoli, con la collaborazione dei reparti speciali del Gis (Gruppo intervento speciale dei carabinieri). Il trentaquattrenne era ricercato dal novembre 2008, e deve rispondere dei reati di associazione per delinquere di tipo mafioso, estorsione e usura.

IL BLITZ Fondamentale per la buona riuscita del blitz, l’irruzione fulminea all’interno della casa del latitante, di fronte a Palazzi Fienga, storica roccaforte del clan. I carabinieri hanno messo dapprima in sicurezza la zona, poi sono partiti con l’operazione. Una situazione potenzialmente pericolosa, a cui hanno preso parte un elicottero AB 412 del Raggruppamento Aeromobili Carabinieri (Rac)  e personale del Comando Provinciale, del 10/o battaglione Campania e del nucleo subacquei di Napoli. Una volta dentro l’abitazione, i militari si sono accorti che di Nappo non c’era traccia. Eppure, erano sicuri di trovarlo lì. Il passo successivo è stato ispezionare palmo a palmo la casa, alla ricerca di quel nascondiglio segreto che è ormai prassi trovare nelle abitazioni dei camorristi.

IL RIFUGIO segreto era nella cucina. Quella che all’apparenza sembrava una parete piastrellata, coperta dai pensili, era in realtà la porta d’accesso. L’apertura funzionava grazie a un sistema idraulico. Nappo, hanno appurato i carabinieri, si introduceva nel nascondiglio quando sentiva il fiato sul collo. Per mettergli le manette è stato necessario l’intervento del Gis dell’Arma per fare saltare alcune porte blindate.

PLAUSO DELLE ISTITUZIONI Ignazio La Russa, ministro della Difesa, ha sottolineato “la determinazione, la professionalità e le capacità operative di uomini e donne altamente qualificati”, qualità evidenziate dai continui successi dei carabinieri contro la criminalità.
“Catturare un latitante ha un valore simbolico molto forte, perché rappresenta il radicamento di un clan sul territorio”, ha aggiunto il generale Gaetano Maruccia, da poche ore ex comandante provinciale dei carabinieri di Napoli (proprio oggi la cerimonia del suo passaggio di consegne al colonnello Mario Cinque). “Dall’inizio del 2009, - ha spiegato Maruccia, - sono stati 22 i latitanti arrestati, di questi 7 erano inseriti nella lista del Ministero e gli altri abbiamo fatto in modo che non vi entrassero mai a far parte catturandoli prima”.
Il procuratore della Repubblica Giovandomenico Lepore, in una nota, ha espresso “sincero ringraziamento a tutte le forze dell’ordine per la loro collaborazione attiva e professionalmente efficace”.

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di Nico Falco
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