Cronaca / Nera

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Da Faida a guerra aperta, così evolve la criminalità

Camorra senza freni: tutti a rischio


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Camorra senza freni: tutti a rischio
06/12/2012, 13:48

 

NAPOLI – Una vera e propria evoluzione genetica è quella che sta subendo la camorra a Napoli, una trasformazione di genere epocale che passa dagli affari cosiddetti illeciti ad una strategia da guerriglia urbana che oltre a provocare il panico tra la società civile, lascia anche sull’asfalto decine di morti. Dell’evoluzione di genere e di sostanza ce ne stiamo accorgendo a seguito del riesplodere della faida a Scampia per il controllo del business milionario della droga. Per i soldi si è sempre sparato e ucciso, ma oggi la strategia è cambiata con l’età dei nuovi boss con le nuove velleità di espansione, con la necessità di imporre delle regole nuove al mercato della criminalità. In quest’ottica deve essere vista la nuova faida che sta insanguinando l’area a nord di Napoli, una guerra spietata tra gli Scissionisti, riconosciti nell’unione dei clan Abete-Abbinante-Notturno-Aprea, ed il gruppo emergente della Vannella Grassi di Secondigliano, meglio noti come ‘i girati’, una costola degli attuali scissionisti con volontà di ritagliarsi un proprio mercato dell’illecito all’ombra delle vele. In questa ottica si inquadrano le esecuzioni di camorra di queste ultime settimane, ed in maniera particolare quella di Luigi Lucenti, che ieri è stato freddato dai killer proprio davanti al portone d’ingresso di una scuola dell’infanzia. Sdegno e incredulità per l’accaduto giungono da parte del ministro Canciellieri, preoccupata per il degenerare di una faida nella quale nessuno è più al sicuro e per la quale non bastano le forze dell’ordine messe sul territorio. Di vero e proprio attentato terroristico parla invece il sindaco de Magistris, che nonostante i gravissimi problemi di sicurezza della città che amministra è affaccendato nella sua politica arancione che gli garantirà una via di fuga dalle macerie di Napoli. Un forte richiamo ad una ribellione morale della società cosiddetta civile è invece quello del procuratore della Repubblica Giovanni Colangelo fortemente convinto che solo attraverso un cambio di mentalità si possa giungere a quell’azzeramento indispensabile  a garantire la svolta.

 

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di Rosario Lavorgna
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