Cronaca / Soldi

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In manette anche il titolare de "La Precisa traslochi"

Camorra: tangenti per assecondare politici e clan, 3 arresti


Camorra: tangenti per assecondare politici e clan, 3 arresti
09/11/2009, 18:11

NAPOLI – Stretto nella morsa dell’estorsione, costretto a pagare sia funzionari pubblici sia i clan della camorra, per poter realizzare un centro commerciale a Santa Maria Capua Vetere (Caserta). Era la situazione di un imprenditore di Pomezia (Roma), che per ottenere le licenze ed il ‘permesso’ ha dovuto esaudire tutte le richieste, fin quando non ha deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine. I suoi due aguzzini sono stati identificati come Cosimo Migliore, 53enne geometra dell’Ufficio Urbanistica della Regione Campania, e Ignazio Gagliardi, 61enne ritenuto vicino al sodalizio criminale dei Casalesi, accusati in concorso di millantato credito e tentata estorsione aggravata dal metodo camorristico. In manette è finito anche Antonio Scarpati, 72 anni, titolare della ditta di traslochi “La Precisa”, di Casalnuovo di Napoli: secondo gli inquirenti ha riciclato alcuni degli assegni della vittima, versandoli in favore di prestanome e strumentalizzando la propria attività commerciale all'interno della quale, il 14 ottobre del 2008, fu rintracciato un arsenale a disposizione del gruppo di fuoco di Giuseppe Setola, a capo dell'ala stragista dei Casalesi.

Le ordinanze di custodia cautelare in carcere, emesse dal gip del Tribunale sammaritano, sono state eseguite questa mattina dai carabinieri su richiesta della Dda di Napoli. Le indagini sono state avviate dopo la denuncia dell’imprenditore laziale che, dopo aver acquistato un terreno nei pressi dell’uscita autostradale di Santa Maria Capua Vetere, nel 2006, aveva presentato domanda di permesso per edificare un fabbricato per l’apertura di un supermercato ‘Eurospin’. Le indagini hanno consentito di accertare che il geometra, insieme a Gagliardi, si fecero consegnare 50mila euro in vari assegni, giustificando quella somma con la necessità di ‘comprare’ alcuni consiglieri comunali di Santa Maria Capua Vetere per agevolare il rilascio della licenza. Quando la costruzione era già iniziata, poi, i due tentarono di farsi consegnare altri 80mila euro, con un’altra motivazione: questa volta il denaro serviva per ‘mettersi a posto’ con la camorra. Secondo quando sostenuto in una nota dal procuratore capo di Napoli, Giandomenico Lepore, "la vicenda si è sviluppata in un contesto caratterizzato da forte pressione mafiosa" evidenziando come i due, "con particolare maestria criminale" hanno avuto "gioco facile nel rappresentare all'imprenditore di trovarsi in un ambiente caratterizzato da una penetrante doppia intimidazione, innanzitutto quella della pubblica amministrazione e quella tipicamente mafiosa", nella quale era presente un forte assoggettamento alla criminalità e un clima di omertà. I due indagati hanno, infatti, indotto la vittima prima a pagare 50mila euro per "oliare i meccanismi" per un agevole rilascio della pratica edilizia e poi, quando l'imprenditore si era reso conto che nonostante il pagamento l'iter burocratico non era nemmeno stato avviato e con l'ausilio di suoi tecnici di fiducia era riuscito ad ottenere il permesso di costruire, gli hanno richiesto altri 80mila euro per non "subire ritorsioni sul cantiere". L'imprenditore che poi ha deciso di denunciare i fatti ai militari dell'Arma ha, infatti, riferito al pm che era al corrente che in certe zone "occorre pagare prima i funzionari pubblici e poi la camorra”.

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di Nico Falco
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