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Camorra, traffico illecito di rifiuti: arresti nel clan Belforte e sequestro beni per 50 mln


Camorra, traffico illecito di rifiuti: arresti nel clan Belforte e sequestro beni per 50 mln
28/05/2009, 11:05

C'era anche il traffico illecito di rifiuti speciali tra le attività di alcuni appartenenti al clan camorristico dei Belforte arrestati nelle prime ore del mattino in provincia di Caserta. I carabinieri del Noe di Caserta, insieme alla Guardia di Finanza, hanno eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare e numerosi sequestri di aziende e beni per associazione mafiosa, nell'ambito dell''operazione denominata "Giudizio finale". Sono in tutto 43 le persone indagate per riciclaggio e reimpiego di capitali di provenienza illecita. Il clan dei Belforte estende la sua influenza su un'area che comprende comuni di Marcianise, San Nicola la Strada e Caserta, dove, riferiscono i carabinieri, detengono il monopolio di vari settori economici, tra i quali quello dei rifiuti. Alla cosca sono stati inoltre sequestrati beni per un valore di 50 milioni di euro. Secondo quanto accertato dagli investigatori, dal '98 fino al 2004 l'organizzazione criminale ha provveduto allo smaltimento illecito di tonnellate di rifiuti provenienti soprattutto dal Centro-Nord. Anche una società collegata al clan avrebbe ottenuto commesse da una società pubblica, la Recam, incaricata di provvedere ad alcune bonifiche. Tra gli indagati, secondo quanto hanno reso noto gli investigatori, risulta anche un ex funzionario della stessa società. Sono stati i carabinieri del gruppo operativo ecologico di Napoli ad accertare che l'organizzazione criminale ha imposto il pizzo anche ad alcune società operanti nel settore dei rifiuti nel corso dell'ultima crisi che ha investito la Campania: l'organizzazione chiedeva il pizzo sul fitto dei contenitori. La Guardia di Finanza, invece, che ha condotto le indagini patrimoniali, ha accertato un'evasione d'Iva, attraverso la costituzione di società "cartiere", per 4 milioni di euro.

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di Redazione
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