Cronaca / Sangue

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Il gruppo di fuoco composto dai Casalesi e dai Lago

Camorra: ucciso come favore a clan amico, 5 arresti


Camorra: ucciso come favore a clan amico, 5 arresti
20/11/2009, 21:11

NAPOLI – Un omicidio messo a segno per suggellare un’alleanza, per fare un favore ad un clan amico. Sarebbe questa, secondo gli inquirenti, la motivazione che si cela dietro l’agguato che è costato la vita a Gaetano Avolio, pregiudicato, affiliato al clan camorristico dei Marfella. L’uomo fu ucciso il 13 maggio 2000 a Villa Literno, in provincia di Caserta. Per quell’omicidio sono state arrestate cinque persone, tutte appartenenti alla fazione Bidognetti dei Casalesi.
Gli investigatori ritengono che i Casalesi abbiano ucciso Avolio per fare un favore ai Lago, clan alleato del quartiere Pianura. All’epoca i Lago ed i Marfella erano in guerra. Avolio, pur appartenendo al clan di Pianura ed essendo nato in quel quartiere, risiedeva a Castel Volturno. I sicari dei Casalesi lo bloccarono lungo la statale 7, all’altezza di Villa Literno. Nell’agguato rimase gravemente ferito anche un anziano, Antonio Mevo. Le vittime furono raggiunte da colpi di pistola e di lupara.
All’alba di oggi i carabinieri del comando provinciale di Napoli, hanno arrestato i cinque uomini del commando di fuoco: tre del clan Lago (già detenuti per altre ragioni) e due dei Casalesi (in libertà). Si tratta di Enrico Verde, 53 anni, Gianmario Nozzolillo, 34 anni, Guido De Liso, 37 anni, Rosario Marra, 38 anni, e Salvatore Racise, 31 anni. Le impronte di uno di loro furono rinvenute, all’epoca, sull’automobile utilizzata per l’agguato: rubata alcuni giorni prima, era stata abbandonata poco lontano dalla vettura di Avolio.
L’omicidio di Avolio è il primo scoperto al quale hanno preso parte esponenti dei Casalesi ed alleati dei Lago. Gli investigatori puntano il dito soprattutto su Enrico Verde, esponente di vertice del gruppo Bidognetti e ritenuto mandante dell’omicidio. I due Casalesi sono stati arrestati a Villa Literno e nel Senese, mentre i tre dei Lago sono stati raggiunti in carcere.

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di Nico Falco
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