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Campagna (Sa): sequestrate 4 palazzine IACP


Campagna (Sa): sequestrate 4 palazzine IACP
05/04/2011, 10:04

I militari della Tenenza della Guardia di Finanza di Battipaglia hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di sequestro preventivo, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Salerno su richiesta avanzata dalla Procura della Repubblica, a carico di tre società appaltatrici raggruppate in A.T.I. che, nel comune di Campagna (SA), si erano viste assegnare l’appalto per la costruzione di 90 alloggi da destinare alle vittime del terremoto del 1980.

Il contenuto del provvedimento si è rivolto, in particolare, al blocco dei lavori nel cantiere ed al sequestro delle palazzine già in essere in quanto, a seguito di apposita perizia effettuata da CTU nominato dalla Procura, sui manufatti già sottoposti a sequestro preventivo d’urgenza su segnalazione della p.g. operante, è stato possibile appurare una grave carenza strutturale in difformità con quanto previsto e definito in fase progettuale.

Le forti limitatezze, sia di tenuta del calcestruzzo, per oltre l’85%, sia del materiale ferroso utilizzato, per oltre il 40%, rendevano le strutture non sicure in considerazione del particolare contesto in cui le stesse stavano sorgendo.

La preoccupazione di questa grave discordanza rispetto al dato progettuale aveva, infatti, come detto, già portato ad un sequestro probatorio dell’area con carattere d’urgenza eseguito sempre dalle fiamme gialle di Battipaglia.

Oltre al sequestro dell’area e delle erigende palazzine, sono state anche bloccate le disponibilità attive riconducibili alle tre società di costruzioni che, fra di loro, avevano costituito un’Associazione Temporanea d’Imprese, al fine specifico di aumentare il proprio punteggio così da scalare agevolmente la graduatoria in fase di assegnazione dell’appalto, sino a concorrenza della somma di 426.000,00 €., pari a quella già elargita dalla regione alle stesse.

Al contempo è stato, altresì, bloccata l’eventuale ulteriore elargizione da parte della Regione Campania della quota mancante per il completamento definitivo dei lavori, per un importo di 4,5 milioni di euro.

Mentre i titolari delle tre società, unitamente al direttore dei lavori, risultano allo stato indagati per i reati di cui agli artt. 110, 479 e 640 bis – 61 n.2 del codice penale, per i fatti prettamente connessi alla frode consumata ai danni dell’Ente appaltatore, il legale rappresentante della società che si è occupata della realizzazione delle palazzine sottoposte a sequestro, è stato anche attinto da un’ulteriore ipotesi delittuosa scaturita da una condotta estorsiva consumata ai danni di operai che, in corso d’opera, hanno evidenziato al datore di lavoro i gravi rischi connessi all’impiego di calcestruzzo e di armatura difforme in difetto da quella prevista in progetto. La risposta è stata: “questi sono gli ordini e bisogna rispettarli o si va a casa!!!”.

La misura cautelare reale ha costituito l’epilogo della vicenda giudiziaria conclusasi con l’emissione a carico degli indagati, del formale “ avviso di conclusione delle indagini preliminari” in corso di notifica.

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di Redazione
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