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Arrivato anche veterinario dell'Asl, ma non ha fatto nulla

Cane randagio lasciato a morire nel catrame, nessuno interviene


Cane randagio lasciato a morire nel catrame, nessuno interviene
19/06/2012, 18:06

REGGIO CALABRIA - Un cane abbaia, guaisce, si lamenta per ore, ma nessun cittadino interviene (al massimo si sono limitati a segnalare la cosa alle autorità) e le istituzioni alzano le spalle e se ne disinteressano. E' quello che è successo a Reggio Calabria, in frazione Sambatello, sabato scorso. Un cane, saltando un muretto, è finito in un fusto di catrame. Una trappola mortale, dato che il cane non toccava il fondo e non poteva spingersi fuori. E comunque ilcatrame stesso lo teneva bloccato. Terrorizzato, ha cominciato ad abbaiare e guaire, incessantemente. Alcune delle persone che abitavano nelle vicinanze hanno chiamato la Polizia e l'Asl, ma senza ricevere risposta. Solodopo molte chiamate è arrivato un veterinario dell'Asl, che si è limitato a controllare se il cane avesse o meno un microchip. Non avendolo, se ne è andato, lasciando lì il cane. Finchè dopo alcune ore di quella tortura, il cuore del povero animale non ha retto e il cane è morto di crepacuore.
Ora c'è qualche politico, come l'onorevole Brambilla, che minaccia sanzioni contro i responsabili, ma sono parole dette in libertà. La realtà è il totale disinteresse verso la situazione dei randagi, anche da parte delle istituzioni che dovrebbero invece occuparsene.

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di Antonio Rispoli
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