Cronaca / Giudiziaria

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Prezzi più bassi del 70-80% spese incluse

Capi contraffatti sul web, GDF oscura 36 siti internet

Materiale di pessima qualità, scadente cura nelle rifiniture

Capi contraffatti sul web, GDF oscura 36 siti internet
20/11/2012, 18:56

RAVENNA - I capi contraffatti, tutti di note marche, venivano venduti attraverso il Web. E’ per questa ragione che la guardia di Finanza di Ravenna ha finora oscurato 36 siti in esecuzione a un decreto emesso dal Gip della città romagnola. L'operazione, battezzata “Broken Web” ha riguardato l'intero territorio nazionale. Sono centinaia le persone già individuate in quanto destinatarie dei pacchi contenenti i prodotti contraffatti, per la maggior parte giacconi e scarpe. L'indagine era partita da uno dei tanti sequestri effettuati nel corso dell'anno nei confronti di un extracomunitario: capi di abbigliamento invernali ritrovati in un contesto del tutto simile a quello di tanti altri sequestri. Gli investigatori hanno approfondito i flussi postali in arrivo sia a Ravenna che nel resto del territorio nazionale da uno Stato extra Ue. Ed è così che è emerso un flusso anomalo tanto che nel solo 2011/2012 erano stati spediti direttamente a casa degli acquirenti capi e accessori per un volume d’affari di circa mezzo milione di euro. Le spedizioni erano tutte connotate dagli stessi comuni denominatori, tra cui la descrizione del contenuto in lingua inglese: gift (regalo) indicato appositamente - hanno precisato le Fiamme Gialle in una nota - per evitare eventuali controlli doganali e i pagamenti dei dazi all'importazione. Dalle successive indagini, si è constatato che l'illecita attività di commercializzazione veniva realizzata attraverso l'acquisto su internet con prezzi di gran lunga inferiori rispetto a quelli dei listini, anche del 70-80% in meno (spese di spedizione incluse). Tuttavia in molti casi è stata accertata la pessima qualità del materiale usato oltre alla scadente cura delle rifiniture e la palese difformità delle etichette. In un caso un prodotto contraffatto veniva venduto al prezzo apparentemente stracciato di 230-250 euro quando in realtà, alla luce delle perizie, risultava avere un valore commerciale effettivo tra i 35 e 45 euro. E, secondo la Finanza, con tutta probabilità era stato realizzato sfruttando manodopera minorile. La vendita veniva pubblicizzata attraverso account creati all'insaputa delle proprietà dei marchi all'interno di uno specifico sito internet. 

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di Valerio Esca
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