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Stupore dei bagnanti, in spiaggia un toro in putrefazione

Capo Vaticano: anche i tori si spiaggiano


Capo Vaticano: anche i tori si spiaggiano
08/09/2010, 10:09

Capo Vaticano – Sembrerebbe assurdo eppure anche i tori si piaggiano. Un toro di razza frisona che giace sulla spiaggette di capo Vaticano, ovviamente morto da giorni ed in putrefazione. Questo il racconto documentato da testimonianza e fotografie di Luigi Esposito, veterinario e docente della Facoltà di Medicina Veterinaria di Napoli. Il professore ha raccontato che lo scorso 1 settembre dopo una mareggiata, stupito rinveniva il mattino seguente la carcassa di un toro, allertata l’autorità sanitaria locale gli veniva risposto che non era di loro competenza, solo nel tardo pomeriggio un’imbarcazione trainava nuovamente in mare il bovino senza nessuna protezione e chissà per portarlo dove.
“E’ difficile spiegare – spiega il docente - con quanto stupore abbia assistito ad una scena di un bovino morto e galleggiante alla deriva in mare lungo la costa delle cosiddette spiaggette di capo vaticano lo scorso 1 settembre. Ma la meraviglia è aumentata quando, il giorno seguente alla mareggiata, la carcassa si spiaggiava nella spiaggia centrale accessibile tramite la discesa privata dello scrittore Giuseppe Berto o dal mare. Il forte puzzo indicava una morte non recente ed un avanzato stato di decomposizione che risvegliava il mio dovere professionale che mi obbliga, nel rispetto delle norme di polizia veterinaria, a segnalare casi del genere alle autorità competenti che, nella nostra società si struttura nel Servizio Veterinario delle Aziende Sanitarie Locali. Una prima telefonata al Servizio Veterinario della ASL di Vibo Valentia rimandava perentoriamente la competenza dell’intervento all’aera C dello stesso Servizio Veterinario ma che aveva un altro numero telefonico. La seconda telefonata ribadiva l’incompetenza dell’area C ad intervenire in un caso del genere e così, alla domanda ma allora bisogna chiamare la capitaneria di Porto? La risposta era affermativa ed interrompeva la comunicazione. Nel frattempo altri cittadini avevano allertato il Comune che inviava i Vigili Urbani e del Fuoco. Dopo un lungo consulto e dopo aver verificato l’inaccessibilità alle spiaggette via terra, veniva deciso di rimandare l’intervento e pianificarlo via mare. Nel tardo pomeriggio l’imbarcazione dei Vigili del Fuoco trainava nuovamente in mare una potenziale fonte di infezione ed una carcassa sicuramente in putrefazione, allontanandosi con il suo traino chissà dove. Le strisce della trazione rimanevano ben evidenti anche il giorno seguente, a conferma che nessun tipo di disinfezione era stato effettuato e quindi dell’assente intervento dei controllori dello stato di salute pubblica (umana e animale). L’unica giustificazione che posso darmi e che ad intervenire sarebbe dovuta essere l’area A del Servizio Veterinario e che le due telefonate avessero invece raggiunto l’area B e l’area C”.
Basta consultare internet, per imbattersi in notizie riguardanti eventi dello stesso genere, che si sono già verificati su altri litoranei siciliani e calabresi. Sarebbe doveroso quindi da parte delle autorità competenti indagare su questi fenomeni, perchè potrebbe verificarsi che per un bovino spiaggiato ce ne siano altrettanti in mare che vagano, probabili fonti di infzioni, e cosa più importante verificare la provenienza e la natura del decesso di questi bovini.

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di Nando Cirella
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