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“Situazione amichevole”: questa la tesi della Difesa

Carabinieri indagati per stupro: “Lei era consenziente”

Aperta un’inchiesta. Il pm: “Ruoli diversi quella sera”

Carabinieri indagati per stupro: “Lei era consenziente”
05/03/2011, 10:03

ROMA – È polemica sul caso dei tre carabinieri e il vigile urbano accusati di violenza sessuale ai danni di una donna 32enne. Uno di loro avrebbe pianto rispondendo al pm che lo interrogava, mentre altri due, per l’esattezza il militare e il vigile urbano, avrebbero negato di aver abusato della donna. Secondo la prima ricostruzione degli inquirenti i quattro uomini avrebbero avuto ruoli diversi quella notte: il rapporto sarebbe stato consumato con uno, mentre gli altri si sarebbero limitati a guardare. Tutti, dopo essersi presentati spontaneamente davanti al pm, hanno però sostenuto che la donna era consenziente. La situazione era “amichevole”, i presunti aggressori “fuori servizio” dunque: queste le dichiarazioni degli indagati . Ii quattro uomini in divisa hanno sostenuto una tesi comune, ovvero che lei fosse in realtà “consenziente”. Da oggi, però, sono tutti indagati dalla Procura di Roma per il reato di violenza sessuale. I militari, oggi trasferiti in altri uffici, rischiano l’espulsione dall’Arma, che ha aperto una indagine interna: proprio l’Arma, infatti, ha provveduto a trasferire i tre militari rispettivamente negli uffici di Torino, Milano, Cagliari. Non saranno più al contatto con il pubblico, con i nuovi incarichi, in attesa che l’Arma stessa e la magistratura procedano in indagini parallele. Dal canto suo la magistratura adesso punterà a verificare che la denuncia della donna, originaria di Crema, fermata per il furto di alcuni vestiti, sia effettivamente attendibile. Una vicenda che imbarazza i carabinieri, fa “infuriare” le associazioni femministe, e alimenta, come prevedibile, la polemica politica nella Capitale, che si accende ancora una volta su una “propaganda” sulla sicurezza, che lascerebbe alla fine le donne, comunque, “insicure”.

IL RACCONTO DI UNO DEI MILITARI
“Il rapporto sessuale con la donna è avvenuto in una situazione totalmente amichevole. Quella notte eravamo in tre, due carabinieri e un agente della polizia municipale. Eravamo usciti per locali e avevamo mangiato e bevuto qualcosa. Eravamo fuori servizio e quando siamo tornati in caserma, per andare a dormire nella foresteria, abbiamo visto quella donna. Abbiamo intuito da parte sua la disponibilità ad avere un rapporto sessuale con noi due carabinieri. La cella era aperta e lei ci ha chiesto di poter mangiare e bere qualcosa, poi abbiamo avuto un rapporto con lei, ma la donna era consenziente. In caserma c’era un altro carabiniere che era in servizio di piantone ed era presente anche il vigile fuori servizio che era uscito con noi”.

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di Antonio Formisano
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