Cronaca / Sangue

Commenta Stampa

Probabilmente un altro detenuto ucciso in cella

Carcere di Alessandria, un altro suicidio sospetto


Carcere di Alessandria, un altro suicidio sospetto
09/12/2009, 16:12

ALESSANDRIA - Ciro Ruffo, 35 anni, era detenuto nel carcere San Michele di Alessandria, per una condanna per dei reati di criminalità organizzata. Da poco tempo aveva cominciato a collaborare con i magistrati. Sabato scorso aveva chiamato la moglie, felice, dicendole: "Devo darti una bella notizia: sono arrivate le carte del trasferimento, le aspettavo da quindici giorni. Da lunedì sono più vicino a te, ci vedremo più spesso". Ma il giorno dopo Ciro Ruffo è morto. Ufficialmente, secondo quanto risulta al carcere e secondo i documenti, è morto impiccato. Ma la moglie di Ruffo non ci crede: "Ho visto il corpo all'obitorio del cimitero di Alessandria: ha il naso rotto, un livido sotto l'occhio destro, tanti altri lividi sulla schiena, sulla pancia, in faccia. Ha perso sangue dagli occhi e dalle orecchie. È stato pestato".
C'è una strana rassomiglianza di questo episodio con un altro cosiddetto "suicidio", avvenuto in carcere, il 17 novembre scorso, a Palmi, in Calabria. In quel caso si trattò di Giovanno Lorusso, 41 anni, trovato morto con un sacchetto di plastica in testa riempito di gas. Ma anche in questo caso, i familiari che ricevettero il corpo, videro che lo stesso presentava numerose ferite. Particolare ancora più inquietante:
sia Ruffo che Lorusso provenivano dal carcere avellinese di Ariano Irpino.

Commenta Stampa
di Antonio Rispoli
Riproduzione riservata ©