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Carceri: parte a Napoli raccolta firme per legge di iniziativa popolare


Carceri: parte a Napoli raccolta firme per legge di iniziativa popolare
04/04/2013, 09:46

Napoli, 4 aprile - Domani, venerdì 5 aprile alle ore 11,30, presso la sede di via Torino, 16 a Napoli, i segretari regionali e proviciali della Funzione Pubblica Cgil e i responsabili dell?Associazione Antigone terranno una conferenza stampa sull'avvio della raccolta firme, prevista il 9 aprile dalle ore 9 alle ore 13 in Piazza Cenni davanti al tribunale di Napoli, su tre leggi di iniziativa popolare su carceri, droga e tortura.
L'inziativa, lanciata da Fp-Cgil e Antigone insieme ad un vasto cartello di rrganizzazioni impegnate sul terreno dei diritti civili, intende offrire una risposta concreta alla drammatica condizione delle carceri italiane.
In particolare, la prima iniziativa di legge popolare - 'Introduzione del reato di tortura nel codice penale' - vuole sopperire ad una lacuna normativa grave. In Italia manca il crimine di tortura nonostante vi sia un obbligo internazionale in tal senso. Il testo prescelto è quello codificato nella Convenzione delle Nazioni Unite.
La proibizione legale della tortura qualifica un sistema politico come democratico.
La seconda - 'Per la legalità e il rispetto della Costituzione nelle carceri' - vuole intervenire in materia di diritti dei detenuti e di riduzione dell?affollamento penitenziario, rafforzando il concetto di misura cautelare intramuraria come extrema ratio, proponendo modifiche alla legge Cirielli sulla recidiva, imponendo l?introduzione di una sorta di ?numero chiuso? sugli ingressi in carcere, affinché nessuno vi entri qualora non ci sia posto. Insieme alla richiesta di istituzione di un Garante nazionale per i diritti dei detenuti, viene anche proposta l?abrogazione del reato di clandestinità.
Infine la terza proposta - 'Modifiche alla legge sulle droghe:
depenalizzazione del consumo e riduzione dell?impatto' - vuole modificare la legge sulle droghe che tanta carcerazione inutile produce nel nostro Paese. Viene superato il paradigma punitivo della legge Fini-Giovanardi, depenalizzando i consumi, diversificando il destino dei consumatori di droghe leggere da quello di sostanze pesanti, diminuendo le pene, restituendo centralità ai servizi pubblici per le tossicodipendenze.
"Le condizioni disumane delle nostre carceri - denunciano Antonio Crispi e Salvatore Massimo, rispettivamente segretari generali della Fp Cgil Campania e Napoli e Mario Barone, presidente di Antigone Napoli - rappresentano oramai una vera e propria emergenza democratica per il paese e per i nostri territori. Noi pensiamo che il nuovo Parlamento, anche alla luce della recente sentenza della Corte Europea dei diritti umani che ha condannato l?Italia per trattamenti disumani e degradanti in ordine allo stato delle carceri, debba porre la questione nell?agenda delle sue priorità".

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di Redazione
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