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Carceri, polemica sulle celle di sicurezza

Paola Severino: "Norme concordate"

Carceri, polemica sulle celle di sicurezza
04/01/2012, 21:01

 Il prefetto, Francesco Cirillo, vice capo della polizia, ha avanzato dubbi sulla concreta praticabilità delle nuove norme del decreto svuota carceri.  In particolare sul punto che impone alle forze dell'ordine di custodire in cella di sicurezza gli arrestati in flagranza in attesa della convalida.
Il prefetto Cirillo ha sottolineato oggi, in commissione Giustizia al Senato, che "le camere di sicurezza hanno un costo molto alto le forze di polizia e carabinieri non sono nè organizzate nè addestrate per custodirvi gli arrestati".
Oggi in italia, spiega il vicecapo della polizia, ci sono "complessivamente" 1.057 camere di sicurezza "agibili" e in grado di ospitare 21 mila persone per "il transito" nelle carceri. Ma nelle camere - spiega il prefetto - "non è assicurata l'ora d'aria, non c'è il bagno interno nè è prevista la divisione tra uomini e donne". Tutti "accessori indispensabili per la dignità delle persone". Insomma, dice chiaro e tondo: "Il detenuto sta molto meglio in carcere".
- "Evidentemente Cirillo non conosce la grave emergenza penitenziaria, peraltro decretata da due anni dal governo". Ha affermato Donato Capece, segretario generale del Sindacato autonomo polizia penitenziaria.
Il segretario generale del SAPP, non è stato l'unico a rispondere alle notevoli perplessità del capo della polizia, il ministro della Giustizia, Paola Severino, arrivando a Palazzo Madama ha detto: "Attendo naturalmente di conoscere le considerazioni della Commissione", ha premesso il ministro: le norme di cui si parla, ha detto subito dopo, "sono state condivise con il ministero dell'Interno, in piena condivisione con i vertici della Polizia. "Si tratta di norme totalmente concordate".
- "Io sono disponibile ad accettare tutte le soluzioni migliorative", ha concluso il ministro - "E' importante che le cose si facciano e sono aperta ad ogni possibilita'".

 

 

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di Broegg Anna Carla
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