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Card. Sepe, secondo giorno di visita a New York


Card. Sepe, secondo giorno di visita a New York
18/01/2011, 16:01

Nella mattinata della seconda giornata a New York il Cardinale Crescenzio Sepe  incontra il Rabbino Arthur Schenier nella storica Sinagoga di Park East le Missioni Permanenti d’Italia e della Santa Sede all’ONU e i membri dell’Appeal of Conscience Foundation a difesa della libertà religiosa e dei diritti umani

Tre importanti appuntamenti per il Cardinale Crescenzio Sepe nella sua seconda giornata a New York: l’incontro a colazione con il Rabbino Arthur Schenier, nella storica Sinagoga di Park East, la visita alle Nazioni Unite e l’incontro con la Fondazione per i la libertà religiosa e i diritti umani.
Rabbi Schenier è leader spirituale della Park East Synagogue da quarant’anni. Tra le attivià della sinagoga anche la gestione della Park East Day School fondata trent’anni fa dallo stesso Schenier Nel 2008 la sinagoga fece notizia a livello internazionale per aver ospitato Benedetto XVI. L’incontro-conversazione ha avuto come tema: «Il rafforzamento delle relazioni cristiano-ebraiche». Nel suo intervento Sepe ha ricordato la visita del Rabbino a Napoli nell’ottobre del 2007 in occasione dell’Incontro internazionale di Preghiera per la pace. «In quell’evento così significativo - ha affermato il Cardinale - demmo corpo alla speranza di un dialogo che aprisse nuovi sentieri di fratellanza universale e facesse della mitezza, della bontà e dell’amicizia la sua armatura. Sotto il cielo di Napoli, pieno di ansie e di speranze, pregammo insieme e insieme percorremmo un sentiero che, rispettoso della differenza e dell’originalità di ognuno, arricchì noi tutti della ricchezza delle singole storie, delle differenti passioni per la vita, per la fede e per l’unico amore verso un’umanità definitivamente pacificata». La visita, ha concluso Sepe «vuole recare un ulteriore contributo al consolidamento dei buoni rapporti tra cristiani e ebrei e dare voce a una città, la mia, per dire Napoli in maniera nuova: Napoli città solidale, città dell’accoglienza e dell’apertura al dialogo. Ne è esempio la Commissione “Amicizia ebraico-cristiana” che, a Napoli, svolge una intensa e proficua attività».
Successivamente il Cardinale Sepe si è recato alle Nazioni Unite dove ha fatto visita alla Missione Permanente d'Italia ed ha incontrato l'Ambasciatore Cesare Maria Ragaglini. Poi la delegazione ha visitato la Missione Permanente dell'Osservatore della Santa Sede, e il Porporato è stato accolto dal Nunzio Apostolico Mons. Francis Assisi Chullikatt, nominato Osservatore permanente lo scorso luglio da Papa Benedetto XVI. Il Cardinale e il Nunzio hanno poi concelebrato la Santa Messa nella Cappella della Missione. «è necessario essere ancora più uniti per globalizzare la giustizia, la solidarietà e la pace – ha detto l’Arcivescovo di Napoli nel suo discorso -. Noi tutti sappiamo che nella grande famiglia dei popoli non vi può essere fratellanza senza solidarietà, senza lottare con le armi della giustizia per il bene comune. Con quello stesso spirito, in questa sede tanto autorevole, chiamata a difendere le sorti dei popoli e i destini del mondo, mi permetto sottolineare la necessità di fare fino in fondo ogni sforzo per assicurare a tutti una delle libertà fondamentali dell’uomo, che è la libertà religiosa».
Sua Eminenza, infine, ha partecipato ad una colazione di lavoro con diversi esponenti dell’Appeal of Conscience Foundation, istituita da Rabbi Arthur Schneier nel 1965, per difendere la libertà religiosa ed i diritti umani in tutto il mondo. «Il mondo sta cambiando - ha detto l’Arcivescovo - per un processo di globalizzazione che, nato come elemento positivo che consente l’incontro, lo scambio, oggi rischia di dividere anziché unire popoli e nazioni avendo assunto come valore assoluto della globalizzazione il valore economico. È in questo contesto che diviene ancora più decisivo il nostro ruolo come uomini di fede. Spetta a noi umanizzare la globalizzazione. Abbiamo il difficile ed esaltante compito di seminare il seme della pace, perché ogni autentica fede non può che professare la giustizia e la solidarietà. In questo momento così difficile, in cui atti estremi sembrano minacciare ogni possibilità di incontro tra le diverse confessioni religiose, dobbiamo lavorare incessantemente per affermare sempre più, contro il solo uomo economico, l’uomo religioso che, aperto all’altro, guarda all’uomo sempre come fine e mai come mezzo e ha come unica bandiera che accomuna tutti i popoli la bandiera della pace».

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di redazione
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