Cronaca / Sanità

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Piano di rientro, il primario annuncia sciopero della fame

Cardarelli, la Chirurgia pediatrica perde 10 posti letto


Cardarelli, la Chirurgia pediatrica perde 10 posti letto
19/06/2010, 07:06

NAPOLI - Quello che sembrava quasi scongiurato, diventa in poche ore una drammatica realtà. Dal primo luglio la Chirurgia pediatrica dell’ospedale Cardarelli di Napoli perderà i suoi 10 posti letto (8 per la degenza ordinaria e 2 per il day hospital). Il reparto, che effettua 640 interventi chirurgici l'anno, con la sala operatoria e l'anestesista a disposizione solo tre giorni alla settimana, è un punto di riferimento per i bambini talassemici che necessitano di asportazione della milza, operazione effettuata in laparoscopia. I sindacati lo definiscono un “colpo di spugna”, che cancella gli accordi presi fino a qualche ora fa di soprassedere sui tagli a reparti vitali per tutto il comparto ospedaliero napoletano. Una scelta calata dall’alto per la riorganizzazione e la soppressione di alcuni reparti che scatena in queste ore un vespaio di polemiche al Cardarelli. Il primo polo ospedaliero del Mezzogiorno infatti rientrerà in quello che è stato ribattezzato il “piano Zuccatelli”, una riorganizzazione a scala regionale per snellire i costi del comparto sanitario. Il primo reparto ad essere “tagliato” sarà dunque la Chirurgia pediatrica, il più importante centro per il ricovero dei bambini talassemici. Il Cardarelli perderà così i suoi 10 posti letto ed un reparto effettua 640 interventi chirurgici l’anno. Una scelta che inviperisce non poco i sindacati, i quali sostengono che nel piano avanzato dal sub commissario è previsto anche il taglio dei servizi ambulatoriali, i quali passeranno a due ore pomeridiane (dalle 12 alle 14) previste dal programma di soppressione. Ma è la questione legata alla chiusura del reparto di Chirurgia pediatrica ad infuocare il già rovente clima che si respira da giorni all’interno del nosocomio della zona ospedaliera di Napoli. La prima divisione della città (le altre due sono al Santobono e al Policlinico) che finora ha fronteggiato casi che i sanitari definiscono di altissima chirurgia, verrà trasferita all’interno dell’Annunziata, dove però manca la Rianimazione. “Questa decisione ci taglia le gambe – afferma il dirigente medico del reparto di Chirurgia pediatrica Liberato Carbone – ma il danno maggiore lo subirà l’utenza. Il Cardarelli è un’eccellenza, in grado di far fronte a pazienti con patologie delicate che richiedono interventi di altissima chirurgia. Abbiamo dei casi qui da noi che non possono essere trattati con la stessa facilità in strutture inidonee, la riorganizzazione a nostro avviso è sbagliata”. E mentre i sanitari del reparto che verrà tagliato dal primo luglio annunciano che dalla prossima settimana inizieranno lo sciopero della fame, il rappresentante dei Cobas Michele Tassaro denuncia: “Gli sprechi nell’azienda sono da ricercare altrove – tuona – Uno sperpero di denaro pubblico che denunciamo da mesi, ma invece di riorganizzare al meglio il lavoro si procede con dei tagli che colpiranno soprattutto l’utenza”. Riorganizzazione e tagli che rischiano di mettere a repentaglio vite umane. “Ho decine di bambini in lista e dal primo luglio non potranno più essere garantiti gli interventi più delicati. Io ho deciso, da lunedì non mi muovo da qui: occupo il reparto ed inizio lo sciopero della fame”. Il primario del reparto di Carmine Del Prete, vuole portare avanti una battaglia per riconoscere il diritto a curarsi ai suoi piccoli pazienti. Quando ha saputo del taglio ha chiesto immediatamente spiegazioni alla dirigenza del nosocomio del Rione Alto. E la risposta ha sortito l’effetto di una doccia fredda. “Dicono che siamo improduttivi – dice sbalordito –Noi operiamo soltanto tre volte alla settimana, ed ogni anno riusciamo a garantire circa 650 interventi, una cifra elevatissima. Come fanno a sostenere che siamo improduttivi? Soltanto perché l’indice occupazionale è fermo al 45 per cento? Non dipende da noi, è assurdo tutto questo…”. Cifre che ovviamente Del Prete ha snocciolato anche davanti ai vertici dell’azienda sanitaria: “Ma il direttore generale ha detto che al massimo può lasciare il day surgery” rivela il primario. “Il solo day ospital, però non serve a nulla, perché il più delle volte noi dobbiamo operare anche con la Rianimazione, e soltanto qui al Cardarelli si possono effettuare interventi simili”. All’Annunziata infatti non c’è la rianimazione. E per Del Prete e la sua equipe (un chirurgo ed altri 7 assistenti), la scelta di trasferire dopo anni il reparto è sbagliata: “In queste condizioni non possiamo lavorare – chiosa - Ci sono tre pazienti che attendono di essere operati di 'pectus excavatum', 26 bambini urologici da seguire. Da lunedì io occuperò il reparto ed inizierò lo sciopero della fame se non saranno presi provvedimenti''. Del Prete si chiede anche come mai i posti letto destinati a sparire al Cardarelli, ''siano destinati a riapparire all'ospedale Annunziata”. “Come si fa ad operare un bambino dove non esiste una Rianimazione pediatrica? E con che criterio si elimina un servizio laddove ci sono chirurghi a disposizione per spostarlo in un'altra struttura dove ci sono solo specialisti ambulatoriali?'', si chiede. “Va anche detto che in questo modo le liste d'attesa si allungheranno. Se il mio reparto chiuderà, al Santobono la lista d'attesa in Chirurgia pediatrica non sarà più di 8 mesi ma si allungherà fino a 20 mesi, senza contare che al Cardarelli ci sono apparecchiature che nessun altro ospedale possiede''. Infine l'appello del chirurgo, che a due anni dalla pensione, pensa ai piccoli pazienti: “Non sopprimete tutti i posti letto, lasciatene qualcuno, lasciateci salvare altri bambini”.

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di Davide Gambardella
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