Cronaca / Sanità

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Pronte nuove cure a base farmacologica

Cardarelli: un'isola felice per i malati di talassemia


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Cardarelli: un'isola felice per i malati di talassemia
01/10/2009, 14:10

Ore 9:30: al secondo padiglione pediatria dell’ospedale Cardarelli di Napoli ci attende il Dott. Aldo Filosa; medico specializzato in talassemia pediatrica ed emoglobinopatie pediatriche. Il Dott. Filosa, dopo averci accolti, ci ha parlato della debilitante patologia talassemica che, solo a Napoli, conta  700 casi (con circa 3 milioni di portatori sani). La talassemia, in estrema sintesi, impedisce ai globuli rossi di sintetizzare l’emoglobina e costringe i pazienti ad effettuare continue trasfusioni di sangue.
Tali procedure causano alcuni effetti collaterali come infezioni, allergie, trasmissione potenziale di altre malattie e l’accumulo di ferro nei diversi organi vitali. L'eccessiva presenza di ferro, inoltre, deve essere combattuta e controllata con una terapia sottocutanea molto debilitante sia dal punto di vista fisico che da quello psicologico. Il processo di “chelazione del ferro”, infatti, prevede l’utilizzo di un dispositivo a pompa che il paziente deve attivare per circa 12 ore al giorno per ogni giorno della settimana. Grazie agli sforzi dei ricercatori, però, si è riusciti ad individuare un’alternativa curativa possibile grazie all’assunzione di farmaci (il più recente dei quali è il deferasirox) per via orale.
Grazie a questa nuova tipologia terapeutica, decisamente meno invasiva e meno limitativa per il malato, si riesce ad assicurare a chi soffre di talassemia non solo una durata della vita più lunga ma, cosa di certo non meno importante, una qualità generale della stessa decisamente migliore rispetto al passato.
Ciò che però colpisce del padiglione di pediatria del Cardarelli è la sua modernità che si fonda egregiamente con l’ambiente sgargiante ed accogliente. Un ambiente colorato e decisamente allegro assicurato ai bimbi talassemici costretti a frequentare la struttura ospedaliera per diverse ore al giorno. Il Dott. Filosa ci tiene infatti a precisare che, tutto lo staff medico ed in prima linea il Primario Dott. Paolo Siani, ha osservato “una speciale attenzione all’umanizzazione per rendere più familiare e psicologicamente tollerabile la struttura adibita alle terapie”. In effetti, sui muri colorati dei corridoi del primo e del secondo piano della struttura, si possono leggere fiabe ed osservare disegni fantasiosi. All’interno delle stanze dove sono ricoverati i pazienti, presenti anche televisione e collegamento wireless. A completare egregiamente l’organizzazione di questa piccola-grande isola felice all’interno della tanto (anche giustamente) vessata sanità napoletana, esiste un progetto di Pet Therapy rivolto sia ai più piccini che ai talassemici adulti: un percorso ad ostacoli per cani immerso nel verde e all’interno del quale i degenti possono interagire con gli amici animali. Animali che, come precisa il dott. Filosa, sono “gli unici esseri che non valutano le persone in base alle patologie di cui soffrono ma che si curano esclusivamente di donare loro energia positiva”. Insomma: mai come in questo caso si può parlare di una vera e propria “oasi dell’eccezione” che va giustamente promossa e valorizzata come fondamentale e prezioso patrimonio della spesso insana sanità Campana.
 
Nota: lo staff medico ci tiene a ringraziare l’ex calciatore della Società Sportiva Calcio Napoli Francesco Montervino per aver donato le strutture necessarie alla costruzione dell’area di Pet Therapy.

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di Germano Milite
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