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"Lo Stato non accetti l'unione tra chi è dello stesso sesso"

Card.Caffarra:"No ai matrimoni tra omosessuali"


Card.Caffarra:'No ai matrimoni tra omosessuali'
14/02/2010, 14:02

BOLOGNA - E' S.Valentino e, mentre molti innamorati si scambiano regali e carinerie di diverso tipo e i single annegano in oceani di depressione, l'Arcivescono di Bologna Carlo Caffarra dona ai fedeli una "nota dottrinale" sulle unioni e sui matrimoni tra omosessuali. La lunga lettera comincia così:
"La presente Nota si rivolge in primo luogo ai fedeli perché non siano turbati dai rumori mass-mediatici. Ma oso sperare che sia presa in considerazione anche da chi non-credente intenda fare uso, senza nessun pregiudizio, della propria ragione".
Dopo aver ricordato che "Il matrimonio è uno dei beni più preziosi di cui dispone l’umanità", il cardinale regala un'autentica perla d'amore cristiano; precisando infatti che "In Occidente l’istituzione matrimoniale sta attraversando forse lasua più grave crisi. Non lo dico in ragione e a causa del numero sempre più elevato dei divorzi, [...] non lo dico a causa del numero crescente delle libere convivenze. [...] Il segno più manifesto, anche se non unico, di questa “disistima intellettuale” è il fatto che in alcuni Stati è concesso, o si intende concedere, riconoscimento legale
alle unioni omosessuali".
Un curioso quando poco comprensibile salto nel medioevo che si sublima in particolar modo nel punto 5 della "nota dottrinale"
"5. Mi rivolgo ora al credente che ha responsabilità pubbliche, di qualsiasi genere.
Oltre al dovere con tutti condiviso di promuovere e difendere il bene comune, il credente ha anche il grave dovere di una piena coerenza fra ciò che crede e ciò che pensa e propone a riguardo del bene comune. È impossibile fare coabitare nella propria coscienza e la fede cattolica e il sostegno alla equiparazione fra unioni omosessuali e matrimonio: i due si contraddicono.
Ovviamente la responsabilità più grave è di chi propone l’introduzione nel nostro ordinamento giuridico della suddetta equiparazione, o vota a favore in Parlamento di una tale legge. È questo un atto pubblicamente e gravemente immorale.
Ma esiste anche la responsabilità di chi dà attuazione, nella varie forme, ad una tale legge. Se ci fosse bisogno, quod Deus avertat, al momento opportuno daremo le indicazioni necessarie.
È impossibile ritenersi cattolici se in un modo o nell’altro si riconosce il diritto al matrimonio fra persone dello stesso sesso"

Insomma: per l'arcivescovo di Bologna la causa principale dell'enorme crescita dei divorzi accompagnata da una decrescita dei matrimoni è da riscontrare in un'eccessiva "omosessualizzazione" della società e, in particolar modo, di quegli stati che, scellaratamente e laicamente, hanno osato regolamentare le unioni di fatto e quelle tra gay.
Per Caffarra, dunque, chi governa questo paese dovrebbe osservare i "precetti cristiani" ed impedire i matrimoni civili tra persone dello stesso sesso. Il tutto, ovviamente, perchè in caso contrario si rischia di sfaldare la famiglia tradizionale e minare la solidità dei matrimoni etero.
Magari, tra le varie cause che determinano uno sfaldamento delle unioni matrimoniali in Chiesa, sua Eminenza avrebbe potuto citare ad esempio l'irrefrenabile processo di secolarizzazione; poi il fatto che oggi, almeno in Italia, sia per i giovani più difficile riuscire a garantirsi la giusta autonomia economica per metter su famiglia ed, in ultimo, una serie infinita di variazioni e problematiche sociali decisamente importanti da ricordare ed analizzare per affrontare il tema in maniera meno grossolana, smaccatamente discriminatoria e semplicistica. Pensare che più unioni tra gay equivalgano al contempo a meno unioni tra etero è incredibilmente sbagliato e lascia perplessi il fatto che, a ragionare in taluni termini, sia un uomo che dovrebbe esser fornito sia d'amore cristiano che di grande cultura.
Cliccando qui è possibile consultare l'intera nota del Card. Carlo Caffarra

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di Germano Milite
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