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Carnevale di Venezia: tra le strade un psicologo realizza ritratti in versi


Carnevale di Venezia: tra le strade un psicologo realizza ritratti in versi
01/03/2011, 11:03

Per una volta l'anno un rinomato psicologo abbandona il suo studio romano per realizzare ritratti in versi per turisti e residenti nascosti dietro le maschere. Si fa chiamare il Menestrello. Cercatelo tra i canali e nelle piazze per un'esperienza indimenticabile. A Venezia unica e famosa in tutto il mondo, meraviglioso e delicato equilibrio frutto dell'incontro tra mare, cielo, terra e arte, per il Carnevale si aggira uno strano personaggio travestito da menestrello. Cappello alla mano realizza ritratti in versi, per chi decide che il Carnevale in laguna possa trasformarsi in un viaggio alla conoscenza di sé. Si fa chiamare il Menestrello e sotto la sua maschera nasconde la conoscenza di un affermato psicologo, che da anni lavora con successo sulle dipendenze, soprattutto sui giovani, che riesce ad avvicinare e conquistare grazie al suo aspetto anticonvenzionale. Si mescola tra gli artisti di strada, aspetta tutti, curioso per professione e personalità, sempre alla ricerca di nuovi volti, di storie vere, è una persona con una grande capacità di ascolto e di analisi, in grado in pochi segni di penna di tracciare un ritratto della persona che gli sta davanti. "In questo mio viaggio per calli e piazze - spiega - vado alla ricerca della dimensione narrativa, poetica della personalità. Non ho l'ambizione di proporre un vero e proprio percorso formativo, ma piuttosto un divertimento che apre alla conoscenza di sé. Quella che mi diverto a svolgere per strada non si può definire una scienza esatta, quanto piuttosto un'arte di più pensieri, che a volte si intersecano e si potenziano, a volte si contrappongono e si evolvono, arricchendosi, nel tempo, di contenuti più profondi e consapevoli. Immagino questi pensieri, allo stesso modo delle persone che incontro, come una serie di binari che, seppure divergenti, hanno un'unica frontiera: portano a conoscere l'uomo dentro, con le sue fragilità, potenzialità, anche con i suoi inevitabili limiti ed errori. Più che scienza esatta, dunque, la mia può essere considerata arte in rima, l'arte dell'Uomo".
Ogni anno circa diciotto milioni di visitatori invadono Venezia, una media di circa cinquantamila persone al giorno, che si riversano in massa tra calli e campielli portando con sé un'idea della città, un'aspettativa. Chiunque approdi in laguna ha già intravisto il suo chiaro di luna nelle trame narrative di un classico della letteratura, è già rimasto stregato davanti a una veduta di Cataletto, ma oggi può vivere un'esperienza inaspettata, nuova e diversa. Già il Carnevale stesso permette di guardare la realtà in un'ottica diversa, il quotidiano scompare sostituito dall'eccezionale, dal diverso, vengono infranti i limiti del del momento, si invertono i ruoli, i re diventano servi e i servi vengono incoronati, sono leciti offese e scherzi, e oggi è possibile in questa marea di maschere, riconoscere dietro il travestimento l'essenza della persona.
La strada, fatta di pietre, polvere, asfalto o fango... può davvero essere una strada che porta il viaggiatore prima alla scoperta del mondo e poi di se stesso? A Venezia sì. Cercate tra calli e piazze il Menestrello.

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di Redazione
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