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Cittadini in protesta

Caro-Biglietti: è rivolta a Capri


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Caro-Biglietti: è rivolta a Capri
28/05/2012, 09:05

Contro il vergognoso aumento dei biglietti degli aliscafi attuato dalle compagnie dell’armamento privato del golfo di Napoli ad esclusione della Medmar pari al 10% per le linee residuali e al 3,3% per le linee di servizio pubblico, i cittadini di Capri, una delle tre famose e rinomate Isole del Golfo partenopeo, così come possiamo vedere dalle immagini esclusive riprese dal giornalista Giuseppe Catuogno, sono scesi in piazza e in massa si sono diretti sul porto di Marina Grande dove hanno dato vita ad una manifestazione di protesta senza precedenti bloccando gran parte del traffico di navi e mezzi veloci che quotidianamente fanno la spola con la Terraferma. Col porto presidiato e i negozi chiusi per protesta, navi e aliscafi carichi di turisti che avrebbero dovuto attraccare nello scalo dell’isola Azzurra, sono stati costretti a fare ritorno a Napoli. All’importante mattinata di lotta erano presenti anche i sindaci di Capri ed Anacapri, Ciro Lembo e Franco Cerrotta. Incessanti e pungenti i cori contro lo spadroneggiare degli armatori privati nel Golfo di Napoli urlati dai manifestanti tenuti d’occhio da un cordone di poliziotti in tenuta antisommossa. Non sono mancati i momenti di tensione e alcune passerelle sono finite in acqua. La decisa e coraggiosa lotta dei capresi che si sono detti giustamente stanchi di dover sottostare ai continui aumenti che i padroni del mare impongono periodicamente a residenti e pendolari, deve essere presa ad esempio anche dalle popolazioni di Ischia e Procida che vivono la medesima vergogna sociale e a cui si sta di fatto limitando il diritto costituzionale alla mobilità. Sulla protesta di Capri e sul caro-trasporti è intervenuto Domenico Savio, Segretario generale del PCIML che ha dichiarato: “Per gli isolani e i pendolari il costo del biglietto marittimo degli aliscafi e delle navi deve essere da subito equiparato a quello del trasporto automobilistico terrestre. La Regione deve farsi carico dei maggiori costi del trasporto marittimo come fa per quello terrestre. Ora basta, non accettiamo più di essere discriminati rispetto agli altri cittadini campani e italiani. Onore alla determinata e coraggiosa popolazione dell’isola di Capri che stamattina al suono delle campane è scesa compatta in piazza bloccando il porto di Marina Grande e manifestando per rivendicare il diritto naturale e costituzionale alla mobilità e alla continuità territoriale con la Terraferma. Ammirazione e stima per i due sindaci dell’Isola che hanno sostenuto la rivolta popolare. Al contrario, vergogna per i sindaci e le amministrazioni comunali dell’isola d’Ischia che non hanno fatto la stessa cosa ignorando i diritti, lo sdegno e la ripulsione popolare per i vergognosi, ennesimi aumenti. Il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista come risposta alla prepotenza dell’armamento privato, chiede alla regione Campania di revocare immediatamente le concessioni di approdo alle compagnie private, trattandosi di un primario e costituzionale servizio pubblico che non può e non deve continuare ad essere fonte di arricchimento sul lavoro e la vita degli isolani. Di bloccare ogni forma di privatizzazione della società pubblica Caremar potenziandola rapidamente con nuovi mezzi e collegamenti necessari al diritto di mobilità e di continuità territoriale, diurna e notturna, delle popolazioni delle Isole del Golfo partenopeo”. Sin qui le durissime dichiarazioni di Domenico Savio. Intanto in queste ore gli ispettori inviati dall’Assessore Vetrella stanno monitorando i prezzi presso le biglietterie delle compagnie private. Ma più che il monitoraggio per eventuali sanzioni da applicare, quello che in molti chiedevano con forza all’Assessore regionale ai trasporti Vetrella era l’immediata revoca delle licenze alle compagnie di navigazione che in questi giorni hanno aumentato il costo dei biglietti. Intanto, bisogna sottolineare con forza che complice del continuo aumento del costo del biglietto del trasporto marittimo e del compromesso diritto alla mobilità degli isoalni, è quel potere politico di centro, centrodestra e centrosinistra che a tutti i livelli istituzionali ha consentito l’agonia della società di navigazione pubblica Caremar e lo spadroneggiare incontrastato nel Golfo di Napoli dell’Armamento privato. Salvatore Lauro, ex Senatore del PDL e armatore della famiglia Alilauro, Luigi Muro, attuale onorevole di Futuro e Libertà alla Camera dei Deputati, Domenico De Siano Consigliere regionale e provinciale del PDL e Giosi Ferrandino, Consigliere provinciale e uomo di spicco del Partito Democratico a livello regionale, sono solo alcuni artefici del succitato potere politico degli ultimi anni.

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di Gennaro Savio
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