Cronaca / Giudiziaria

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Arrestato a Milano

Carte clonate grazie al bancario infedele

E' un impiegato di Unicredit

Carte clonate grazie al bancario infedele
03/07/2012, 20:07

MILANO - Furto e clonazione di carte di credito con un complice speciale: un bancario infedele che aveva un ruolo importante "nel procacciamento delle carte genuine e delle credenziali di accesso ai conti online". Sono le conclusioni alle quali è giunta la polizia postale, che oggi a Milano ha emesso una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere e numerose perquisizioni nei confronti di appartenenti ad una organizzazione criminale a carattere transnazionale, finalizzata al furto e alla clonazione di carte di credito.
Tra i complici, ci sono anche alcuni esercenti che non adempivano alla segnalazione del sistema di sicurezza del Pos (la macchinetta preposta ai paagmenti con carta) quando riportava il messaggio "carta rubata, da ritirare".
Le indagini sono state coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano, che ha emesso 25 ordinanze cautelari. Gli appartenenti all'organizzazione operavano in gruppi, ciascuno con competenze specifiche: un primo gruppo dedito alla sottrazione di carte genuine, un secondo gruppo specializzato nella commissione di frodi informatiche e un terzo impegnato nell'utilizzo delle carte clonate presso gli esercizi commerciali.
Il bancario infedele, complice fondamentale, è un trentenne milanese impiegato in un ufficio del gruppo Unicredit preposto al recupero delle carte di credito. Secondo gli investigatori percepiva una percentuale sulle operazioni illecite: sarebbero una cinquantina i correntisti truffati, per un totale di decine di migliaia di euro. L'operazione è partita nel 2010 dalle segnalazioni di clienti che hanno denunciato prelievi dalle proprie carte di credito sebbene queste fossero state disattivate o addirittura tagliate in due, come dimostrato da un truffato con una fotocopia. Alcuni membri della banda erano infatti capaci di ricostruire le carte fornite dal bancario. Le cifre prelevate a ogni vittima andavano in media da mille a 5mila euro, ma a seconda dei blocchi di sicurezza impostati sulle carte potevano essere inferiori. L'analisi telematica ha permesso di scoprire poi che il denaro che veniva speso presso negozianti compiacenti a Rho. Si tratta dei titolari di un negozio di parrucchiere, di una pescheria e di due negozi di telefonia, che sono stati arrestati.

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di GB
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