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Il reato è di finanziamento illecito dei partiti

Casa al Colosseo: Scajola a processo. Con lui anche Anemone

Il dibattimento dovrebbe iniziare in primavera

Casa al Colosseo: Scajola a processo. Con lui anche Anemone
17/12/2011, 09:12

ROMA – A nulla sembra essere servita la sua memoria difensiva. Lui continua a respingere l’accusa di finanziamento illecito ai partiti, ma la Procura della Repubblica di Roma continua a non credergli. E decide di citarlo a giudizio diretto: per la vicenda riguardante l’acquisto dell’appartamento vicino al Colosseo, Claudio Scajola dovrà quindi affrontare il processo. Nei prossimi giorni, infatti, verrà fissata la data di inizio del dibattimento, che probabilmente sarà a inizio primavera, nel corso del quale dinanzi al Tribunale monocratico Scajola dovrà rispondere del reato di violazione della legge sul finanziamento pubblico dei partiti.
Insieme all’ex ministro dello Sviluppo Economico, la Procura di Roma ha citato a giudizio diretto anche il costruttore Diego Anemone. Secondo l’accusa Anemone avrebbe pagato, attraverso l’architetto Angelo Zampolini, parte (circa 1,1 milioni di euro su 1,7 milioni) della somma versata nel luglio del 2004 dall’esponente del Pdl per acquistare l’immobile e avrebbe poi, per centomila euro, eseguito i lavori di ristrutturazione dell’appartamento, sito in via del Fagutale. Da qui, per Scajola, il reato di finanziamento illecito in concorso proprio con l’imprenditore Diego Anemone.
In merito al reato contestato ai due nel capo di imputazione i magistrati romani scrivono che Anemone “quale amministratore di fatto delle società Redim 2002 srl, Amp srl, Medea Progetti, Consulenza srl, Tecnocos e Impresa Anemone costruzione srl, corrispondeva a Scajola, membro della Camera dei deputati un contributo-finanziamento, attraverso l’erogazione prima di 1,1 milioni di euro per l’acquisto dell'immobile quindi all’ulteriore somma di 100 mila euro circa, mediante la messa a disposizione di servizi consistiti nella ristrutturazione dell’immobile, senza che fosse intervenuta - si legge - la deliberazione degli organi societari e senza che i contributi medesimi venissero iscritti nei bilanci delle società”.

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di Antonio Formisano
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