Cronaca / Sanità

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In occasione della giornata internazionale del disabile

Casa famiglia “ISOLA” nel mare della disabilità


Casa famiglia “ISOLA” nel mare della disabilità
03/12/2010, 12:12

PORTICI -Si celebra oggi la  'Giornata Internazionale del Disabile” nata con lo scopo di accendere i riflettori su questa realtà  e dunque  discutere, individuare problemi specifici, fare il punto della situazione, incontrarsi con chi ha in famiglia un disabile , ma anche e soprattutto per impegnarsi contro le discriminazioni e promuovere l’inclusione dei disabili nella vita comune con una città a sua portata, dunque abbattendo le barriere architettoniche e mettendo a loro misura le  strutture  e le strade. Istituita nel 1993 in ambito europeo, la Giornata è da tempo diventata occasione di riflessione a livello mondiale su tutti gli aspetti che riguardano la disabilità. A Portici alla quarta traversa di via Libertà da 14 anni esiste la casa Famiglia “Isola” una struttura privata in cui si incontrano e fanno attività ludiche  6 ragazze disabili dell’età che va dai 28 ai 40 con patologie molto gravi che non gli permettono la autosufficienza e dunque hanno costante bisogno di sostegno. Raffaelina Zaccariello, madre di una delle disabili ospitate nella struttura spiega << l’idea è nata per sgravare un po’ i genitori da questa situazione, essendo ormai grandi e con gravi disabilità le strutture pubbliche non accolgono più le nostre “bambine” per cui abbiamo deciso di unirci e creare la casa famiglia “Isola” . Con noi lavorano 3 persone – continua – più una fisioterapista che ogni giorno fa terapia sulle ragazze>>.  La casa famiglia, essendo privata , è autofinanziata dai genitori delle disabili anche il Comune ha stanziato un contributo annuo a sostegno delle loro spese ed il sindaco di Portici Vincenzo Cuomo dichiara << quella della casa famiglia “Isola” è una delle attività più meritorie del nostro territorio in quanto sono genitori che si autofinanziano per rendere la vita dei loro figli disabili migliore, si tratta di un autogestione nobile alla quale il Comune non poteva far mancare il proprio contributo>>. 

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di Simona Buonaura
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