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Casal di Principe, i lavori della Questura di Caserta


Casal di Principe, i lavori della Questura di Caserta
03/09/2013, 15:21

CASAL DI PRINCIPE - Nella mattinata odierna, agenti della locale squadra mobile della sezione di Casal di Principe, diretti dal vice questore Alessandro Tocco, a seguito di incessanti ricerche supportate da attivita’ tecniche, hanno tratto in arresto Venosa Umberto di anni 34 da Casapesenna, pluripregiudicato, esponente di spicco del clan dei casalesi, latitante in quanto colpito da decreto di fermo n. 35066/13 mod. 21 r.g.n.r. dda emesso in data 09.08.2013, nonche’ da conseguente ordinanza di custodia in carcere n 525 r.m.c. e n. 28207/13 gip emessa in data 27.08.2013 dal gip presso il Tribunale di Napoli, in relazione al delitto di estorsione aggravata dal metodo mafioso.
Il prevenuto aveva trovato rifugio in un’abitazione sita in S. Marcellino alla via Ugo Foscolo snc, di pertinenza di Verrone Giuseppe di anni 34 da Aversa, che veniva tratto in arresto per favoreggiamento personale aggravato dall’art. 7 legge 203/91.
E’ stata, altresi’, denunziata in stato di liberta’ la moglie del Verrone, M.A. di anni 24, immune da precedenti di polizia.
I provvedimenti restrittivi in argomento erano stati emessi a seguito di puntuale attivita’ investigativa condotta dalla locale squadra mobile nei confronti di alcuni affiliati al clan dei Casalesi – segnatamente fazione Schiavone-, resisi responsabili di estorsione aggravata dalle modalita’ mafiose in pregiudizio di noti imprenditori operanti nel campo della distribuzione e dello stoccaggio di gelati per conto della nestle’ in agro aversano.
In particolare, le indagini avevano consentito di acclarare che, in coincidenza della “canonica” scadenza di ferragosto, gli imprenditori avevano subito pressanti richieste estorsive ad opera degli emissari della consorteria camorristica, individuati in Del Luca Vincenzo di anni 36, sorvegliato speciale della p.s., tratto in arresto in data 13 agosto u.s.; Bortone Andrea di anni 35, tratto in arresto in data 17 u.s. e nel citato Venosa Umberto, ai quali erano stati costretti a consegnare una rata di 2000 euro.

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di Redazione
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