Cronaca / Cronaca

Commenta Stampa

Casal di Principe: la Storia del Centro commerciale Fantasma


Casal di Principe: la Storia del Centro commerciale Fantasma
06/12/2011, 16:12

Un centro commerciale fantasma che aveva l'unico scopo di procurare voti al candidato sindaco (poi eletto) Cipriano Cristiano. Un centro commerciale il cui cantiere fu effettivamente avviato, grazie all'assunzione di alcuni operai, ma che fu poi precipitosamente smantellato con la scusa che, durante gli scavi, erano stati trovati rifiuti velenosi. Questo, secondo gli inquirenti, era "Il principe", l'imponente struttura che si fece finta di realizzare nel 2007 a Casal di Principe grazie anche all'intervento su dirigenti Unicredit dei parlamentari del Pdl Nicola Cosentino e Luigi Cesaro. Racconta il collaboratore di giustizia Raffaele Giangrande: "Con specifico riferimento alla promessa ricevuta da Antonio Corvino (affiliato al clan dei Casalesi e consigliere comunale, ndr) di un posto di lavoro in cambio del mio voto, preciso che il lavoro in questione era come operaio edile per la costruzione di un centro commerciale vicino a Casal di Principe ma che insiste sul territorio di Villa di Briano. I lavori per la costruzione di questo centro commerciale iniziarono concretamente circa un mese dopo le consultazioni elettorali. In effetti il Corvino fu di parola poiché dopo circa un paio di settimane dall'inizio dei lavori mi aveva fissato un primo incontro con il mio datore di lavoro cui sarebbe seguito immediatamente il giorno stesso la mia assunzione". "Si trattava - si legge nel verbale del pentito - sempre di un rapporto di lavoro al nero ma può ben capire che era meglio di nulla. A questo punto era venuto il giorno o meglio la mattina in cui mi sarei dovuto presentare per assumere il posto di lavoro; tuttavia successe che proprio quel giorno i lavori furono repentinamente interrotti. In particolare, andai sul cantiere con la mia macchina e giunto sul posto incontrai Antonio Corvino. Gli operai non lavoravano anche se notai una forte agitazione. Subito dopo chiesi ad Antonio Corvino cosa stesse succedendo e lui mi rispose che sul cantiere durante i lavori di scavo erano stati trovati dei bidoni contenenti scorie radioattive, per cui bisognava abbandonare del tutto i lavori in corso. In effetti io stesso vidi degli escavatori che ricoprivano di terra dei fossati che erano già stati aperti". Che cosa ci fosse davvero dietro l'apertura del centro commerciale è invece così ricostruito dal gip: Cipriano Cristiano venne eletto grazie alla "poderosa leva rappresentata dalla promessa di posti di lavoro, apparsa maggiormente credibile agli occhi della popolazione casalese dal tempestivo quanto frettoloso avvio del cantiere per la realizzazione dell'insediamento commerciale, cantiere successivamente chiuso per mancanza di fondi necessari per continuare i lavori". Il finanziamento ottenuto grazie a Cosentino e Cesaro, infatti, era stato bloccato perché basato su una fidejussione falsa. "La repentina chiusura del cantiere, peraltro - scrive ancora il giudice - era giustificata al Giangrande ed agli altri operai pseudo-assunti con il rinvenimento, nel corso dei lavori per lo scavo delle fondazioni, di presunti rifiuti tossici e/o radioattivi, la cui presenza su quel sito veniva esclusa, invece, da un accurato sopralluogo svolto dai vigili del fuoco".

Commenta Stampa
di Redazione
Riproduzione riservata ©