Cronaca / Nera

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Il covo nella cantina di un ausiliare del traffico

Casal di Principe, scovato uno dei bunker di Iovine


Casal di Principe, scovato uno dei bunker di Iovine
12/05/2010, 15:05

CASAL DI PRINCIPE – Un covo ‘da latitante’, scavato nel cemento armato, provvisto di un letto di fortuna ed un bagno. E’ quanto hanno scoperto i carabinieri del Nucleo Operativo ed Investigativo di Caserta, nell'ambito dei servizi disposti dal comandante provinciale, colonnello Crescenzio Nardone, per la cattura di latitanti. Il bunker, trovato nella cantina di un ausiliare del traffico, potrebbe aver visto ‘ospiti eccellenti’: secondo gli inquirenti è stato per qualche tempo il rifugio di Iovine o di Zagaria, superlatitanti della camorra casalese.

La perquisizione dei carabinieri casertani è scattata in via Ada Negri, alla periferia di Casal di Principe, in casa di Vincenzo Locusta, ausiliare del traffico. I militari, esplorando la cantina, hanno trovato una botola al quale si accedeva ad un altro vano nascosto. Si trattava, come appurato in seguito, di un bunker segreto. Uno dei covi dove sono veloci ad infilarsi i latitanti quando sentono sul collo il fiato delle forze dell’ordine. Anche in questo caso, i carabinieri hanno appurato che il covo era attrezzato per qualsiasi eventualità. Nessun arredo d’eccezione, come quelli trovati nei bunker dei superlatitanti, ma quanto basta per rendere comodo il nascondiglio. Il covo sotterraneo, scavato nel cemento armato, disponeva di un piccolo bagno e di un letto. Sono stati trovati, oltre a diversi libri religiosi, una sorta di book fotografico con immagini di papa Giovanni Paolo II.
Gli inquirenti non escludono che il covo sotterraneo, evidentemente a disposizione del clan, sia stato recentemente utilizzato per nascondere una delle due primule rosse del sodalizio criminale dei Casalesi: Antonio Iovine, 46 anni, detto ‘o ninno’, e Michele Zagaria, 52 anni, entrambi latitanti da oltre 14 anni. Vincenzo Locusta, l’ausiliare del traffico proprietario dell’abitazione, è stato denunciato e in via amministrativa gli sono state bloccate due pistole e un fucile regolarmente detenuti.

La maggior parte degli elementi di vertici del clan dei casalesi, tra cui i capi storici della cosca, Francesco Schiavone, detto ''Sandokan'' o “Ciccio barbone”, e Francesco Bidognetti, detto ''Cicciotto ‘e mezzanotte'' , stanno scontando la pena all'ergastolo in regime di 41 bis. Inafferrabili da anni, invece, Antonio Iovine e Michele Zagaria, che, secondo la Dda di Napoli e le forze dell’ordine del Casertano, anche durante la latitanza riescono a reggere i fili dell’organizzazione criminale, coordinando le estorsioni ed i traffici illeciti attraverso affiliati e fiancheggiatori.

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di Nico Falco
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