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Il pentito: "Cosentino aiutato dal clan Schiavone"

Casalesi, 17 arresti: preso anche ex assessore Ferraro


Casalesi, 17 arresti: preso anche ex assessore Ferraro
13/07/2010, 11:07

CASERTA – Sequestri di beni per oltre un milione di euro, nell’ambito dell’operazione scattata all’alba di ieri in provincia di Caserta contro il potentissimo sodalizio camorristico dei Casalesi. Diciassette ordinanze di custodia cautelare per associazione mafiosa, riciclaggio, turbativa d’asta ed altri reati, nei confronti di esponenti di spicco del clan (tra cui il superlatitante Antonio Iovine e Nicola Schiavone, il figlio di Francesco Schiavone, ovvero ‘Ciccio barbone’, alias Sandokan). Manette anche per Nicola Ferraro, ex assessore regionale. E, per l’ennesima volta, spunta il nome di Nicola Cosentino: secondo un collaboratore di giustizia avrebbe ottenuto dei favori dal clan.

Le indagini, condotte dal Ros, hanno fatto luce sul complesso sistema di imprese, complessi turistici, appartamenti e terreni che costituivano gli investimenti leciti del denaro illecitamente finito nelle casse del clan. Il sodalizio, stando a quanto appurato dalle forze dell’ordine, poteva inoltre contare su uomini di fiducia nel settore degli appalti pubblici, ottenendo così agevolazioni e gare pilotate.

Nel corso dell’operazione sono finiti sotto chiave 138 appartamenti in Campania e nel Lazio, 278 terreni in Campania, Sardegna, Puglia e Umbria, 54 società, 600 depositi bancari e postali e 235 tra auto e moto. 
In particolare, tra i beni sequestrati c’è un lussuoso fabbricato a Casal di Principe, in cui vive la famiglia di Nicola Schiavone, e la società Best Wellnes, che gestisce il complesso turistico-alberghiero Hyppo Campos, esteso su 30 ettari nel territorio di Castelvolturno; la società, che fa capo all’imprenditore napoletano Sergio Pagnozzi, per i magistrati e riconducibile al rampollo di Sandokan.

Tra gli arrestati compare il nome di Nicola Ferraro, ex consigliere regionale in quota Udeur e già coinvolto in altre due inchieste (tra cui quella per lo scandalo delle assunzioni Arpac), mentre risulta indagato Paolino Maddaloni, prefetto di Frosinone. I pm Antonello Ardituro e Marco Del Gaudio avevano chiesto anche per lui l’arresto, ma la richiesta è stata respinta dal gip Vincenzo Alabiso. Per il Prefetto le accuse sono di turbativa d’asta, relativamente all’appalto sulle centraline per il monitoraggio della qualità dell’aria a Caserta.
Secondo l’accusa l’ex consigliere Ferraro si sarebbe accordato con i vertici della malavita organizzata casertana, fornendo appoggio e ricevendo in cambio voti. In particolare, Ferraro si sarebbe avvalso del doppio ruolo di imprenditore nel settore dei rifiuti (è titolare della ditta Eco Campania) e di consigliere per stringere un accordo con i reggenti dei gruppi Schiavone e Bidognetti, ricevendo sostegno elettorale e, insieme al fratello Luigi (anche lui arrestato), un appoggio determinante per l’affermazione delle proprie aziende; in cambio, l’ex consigliere avrebbe favorito il clan, agevolando “l’attribuzione di risorse pubbliche attraverso l’aggiudicazione di appalti ad imprese compiacenti”, oltre ad aver favorito “il controllo da parte del clan dello strategico settore economico dello smaltimenti dei rifiuti”.
I fatti contestati a Paolino Maddaloni si riferisco al 2008, quando il Prefetto era sub commissario prefettizio al Comune di Caserta. Nell’ordinanza del gip si legge: “Maurizio Mazzotti, dirigente del settore Pianificazione, programmazione e assetto del territorio del Comune di Caserta nonchè responsabile del procedimento Urban, Nicola Ferraro, consigliere regionale Udeur e soggetto influente sulla pubblica amministrazione del Comune di Caserta, Paolino Maddaloni, vice prefetto delegato per lo stanziamento dei fondi, e Sergio Solmi, titolare dell' impresa Orion predestinata a vincere la gara, turbavano il pubblico incanto relativo ai lavori per l'installazione, nella gara pubblica bandita dal Comune di Caserta, delle centraline per il monitoraggio della qualità dell'area nel territorio comunale di Caserta per importo complessivo di 530.000,00 euro”. Il progetto per le centraline era stato approvato nel 2004, con un importo di 387mila euro; previsione totalmente sballata, visto che la spesa lievitò fino ad un milione e 400mila euro. Alla gara di appalto partecipò la Orion, ammessa provvisoriamente in quanto la documentazione era carente. L’appalto fu annullato dal prefetto Maria Elena Stasi perché, dopo dieci mesi, non c’era ancora nessun vincitore. Stasi disponeva anche «di incaricare il dirigente competente di ricondurre l'opera nei termini economici del 'progetto pilota approvato dal Comune con deliberazione 225/03».

Nell’ordinanza compare anche il nome di Nicola Cosentino. Il sottosegretario all’Economia viene tirato in ballo da Raffaele Piccolo, collaboratore di giustizia, nei verbali relativi alle tangenti imposte agli imprenditori. Secondo il pentito, il coordinatore regionale del Pdl avrebbe aiutato il clan a riciclare denaro, ottenendo dei favori in cambio. “Anche Cosentino è stato favorito dal gruppo Schiavone, - ha affermato Piccolo, - Cosentino infatti è titolare di una impresa di commercializzazione del gas. Io so che Cosentino era favorito perché spesso, quale forma di estorsione nei confronti degli imprenditori, procedevano a dei cambi di assegni che portavamo agli imprenditori; soltanto alcuni assegni, però, potevano essere portati da Nicola Cosentino, ossia quelli per esempio dei soggetti apicali del clan come Nicola Panaro o Nicola Schiavone. Voglio specificare che spesso, quando avevamo a che fare per le estorsioni con imprese più importanti, come ad esempio Statuto di Caserta, onde evitare rapporti tra noi affiliati e l'imprenditore, le estorsioni venivano pagate in assegni a Iorio (Salvatore Iorio, attivo nel settore del calcestruzzo e arrestato oggi, ndr), quello del calcestruzzo, il quale poi versava tali assegni a noi'”.
''Questa modalità di pagamento - spiega il collaboratore di giustizia - faceva infuriare per esempio Nicola Panaro o Peppe Misso, i quali si trovavano nella necessità di cambiare i titoli. E così si ricorreva ad esempio ad imprenditori come Nicola Cosentino o un tale Ulderico, che ha una gioielleria importante a Casale ed a Teano, o Dante Apicella''.

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di Nico Falco
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