Cronaca / Nera

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Smantellata rete estorsiva che faceva capo a 'Sandokan'

Casalesi, 9 arresti tra i fedelissimi del boss Schiavone


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Casalesi, 9 arresti tra i fedelissimi del boss Schiavone
07/06/2010, 12:06

CASERTA - Associazione mafiosa, tentato omicidio, porto e detenzione illegale di armi ed estorsione: sono le accuse contenute nel decreto di fermo indirizzato a dieci affiliati del clan camorristico dei Casalesi. Dalle prime ore della mattina gli agenti della squadra mobile di Caserta e i Carabinieri del Ros sono stati impegnati tra Aversa, Parete, Casal di Principe, Carinaro e Casaluce, dove il gruppo ritenuto legato a Francesco Schiavone, meglio noto come "Sandokan", metteva in atto un'ampia attivita' estorsiva. I provvedimenti sono stati emessi dai pm della Dda di Napoli Antonello Ardituro, Giovanni Conzo e Francesco Curcio. Lunghe le indagini, partite dopo l'omicidio di Crescenzo Laiso, esattore del clan e fedelissimo del boss Schiavone detenuto in carcere. Non aveva consegnato alcune tangenti, per questo venne ammazzato nell'ambito di un regolamento di conti. Dei dieci decreti di fermo, ne sono stati eseguiti nove: e' sfuggito alla cattura Francesco Salzano, ma soltanto per ora. 

Il gruppo era retto da Pietro Falcone, Gaetano De Biase e Salvatore Orabona che, nel 2008, entrarono in competizione con Giuseppe Setola al punto che lo stesso Orabona fu vittima di un tentato omicidio. Le indagini sono state condotte con intercettazioni telefoniche e ambientali e anche grazie alle dichiarazioni di numerosi collaboratori di giustizia, alcuni dei quali interni allo stesso gruppo di Casal di Principe. Tra i reati contestati agli indagati il tentato omicidio di due affiliati al clan: il 14 settembre e il 27 novembre 2009 quando Antonio Maione detto `o modenese' e Giancarlo Esposito alias `Gnagnariello' furono feriti per alcuni dissidi sorti all'interno dell'organizzazione criminale e perché, a loro volta, avevano schiaffeggiato un altro esponente del clan, Nicola Picone, conosciuto come `o minorenne', poi arrestato per estorsione. Fra gli indagati anche Agostino Paciello che è risultato positivo agli accertamenti dello stub e ritenuto il killer del fatto verificatosi proprio il 27 novembre. E' stata anche contestata un'estorsione nei confronti di un Internet point di Aversa, il cui titolare era stato costretto a versare circa 200 euro a settimana. Un riscontro alle attività di intercettazione e alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia si è verificato con il sequestro, il 3 aprile 2009, di una contabilità completa del clan nella quale vi era l'indicazione di numerosi imprenditori aversani sottoposti a estorsione e degli affiliati, liberi o detenuti, destinatari dello stipendio. Fra gli arrestati Bartolomeo Cacciapuoti e Bernardo Cervo che, secondo le indagini, erano incaricati di coordinare le attività estorsive con i capi dell'organizzazione Schiavone. Si è, inoltre, fatta luce su un episodio del maggio 2005 quando si verificò un momento di forte fibrillazione tra la fazione Schiavone e quella dei Bidognetti in seguito a una rissa avvenuta durante una festa privata a Parete, territorio storicamente controllato da Raffaele Bidognetti, durante la quale fu malmenato Ivanhoe, figlio di Francesco Schiavone detto Sandokan.

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di Redazione
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