Cronaca / Sangue

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Il capo della mobile Ruperti: "Ci ha fatto i complimenti"

Casalesi, arrestato in un cunicolo il superlatitante Raffaele Diana


Casalesi, arrestato in un cunicolo il superlatitante Raffaele Diana
03/05/2009, 19:05

Bloccato in un cunicolo, con pistole, silenziatori e munizioni. E’ finita così la latitanza di Raffaele Diana, 56 anni, boss dei Casalesi, nell’elenco dei 30 superlatitanti. Gli agenti della squadra mobile di Caserta, coordinati dal dirigente Rodolfo Ruperti, erano già da tempo sulle sue tracce. Grazie alle indagini erano riusciti a seguire i suoi spostamenti fino ad individuare il luogo dove, presumibilmente, il  boss latitante si era nascosto per sfuggire alla cattura.

Dopo aver ‘blindato’ la zona, i poliziotti sono passati all’azione. Raffaele Diana era in un bunker in via Piacenza, a Casal di Principe. Si è rifugiato in un cunicolo quando ha sentito gli agenti arrivare, attendendo nascosto mentre sfondavano la parete del sottoscala per arrivare al suo nascondiglio. Poi, quando se li è trovati davanti, non ha opposto resistenza. Aveva con sé due pistole, cariche. “Ci ha fatto i complimenti”, racconta Ruperti. Il proprietario dell’appartamento, Paolo Landolfi, senza precedenti di rilievo, è stato arrestato.

Raffaele Diana, detto Rafilotto, nato a San Cipriano d’Aversa, è imputato nel processo Spartacus I contro il clan dei Casalesi ed è considerato un camorrista-imprenditore che aveva investito in imprese a Modena. Per sei anni le forze dell’ordine lo hanno cercato fino a quando, oggi pomeriggio, sono riuscite a stanarlo. Era latitante dal 2004, ricercato per associazione di tipo mafioso, omicidio ed altro, condannato all’ergastolo nel giugno 2008 dalla corte di Assise di Caserta alla conclusione del processo Spartacus.

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di Nico Falco
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